di Maddalena de Franchis "Cinque anni fa, questo posto era il classico bar da sfide interminabili a carte e partite di calcio in tv: nelle nostre mani è diventato un vero music club, con concerti dal vivo almeno tre volte a settimana e jam session improvvisate, all’ora dell’aperitivo, dai nostri stessi clienti. Quando abbiamo letto il testo dell’ultimo Dpcm, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che avremmo salvato a ogni costo i live, riprogrammando l’intero cartellone". A parlare è la 33enne Giulia Bilancioni, titolare, assieme alla sorella Sara e al padre (entrambi musicisti), dell’Abbey Road cafè, in viale...

di Maddalena de Franchis

"Cinque anni fa, questo posto era il classico bar da sfide interminabili a carte e partite di calcio in tv: nelle nostre mani è diventato un vero music club, con concerti dal vivo almeno tre volte a settimana e jam session improvvisate, all’ora dell’aperitivo, dai nostri stessi clienti. Quando abbiamo letto il testo dell’ultimo Dpcm, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che avremmo salvato a ogni costo i live, riprogrammando l’intero cartellone". A parlare è la 33enne Giulia Bilancioni, titolare, assieme alla sorella Sara e al padre (entrambi musicisti), dell’Abbey Road cafè, in viale Malva Nord.

Bilancioni, avete trasformato la notte in giorno.

"Ci siamo reinventati: già dopo l’emergenza Covid avevamo provveduto a un restyling radicale delle sale per rispettare le norme sul distanziamento e il divieto di assembramenti. Non abbiamo tavolini all’aperto, siamo un locale esclusivamente invernale. Ci siamo sempre definiti un ‘bar notturno’, ma, dopo l’ultimo Dpcm, ci siamo riproposti come caffetteria al mattino e per il pranzo, anticipando anche il nostro intrattenimento musicale".

Quando comincerete?

"Questa domenica, con il concerto dei Matt Damon, una band rock’n’roll romagnola. L’appuntamento è già sold out, così come quelli previsti per i weekend successivi: l’1 novembre ospiteremo i Lovesick Duo, un gruppo bolognese assai noto anche fuori dai confini nazionali, e il 7 Fulvia, una cantante solista di Ravenna. Di altri eventi dobbiamo ancora definire la data, ma siamo al lavoro per non perderne nemmeno uno".

Il locale è plasmato a vostra immagine e somiglianza: siete una famiglia di musicisti.

"L’amore per la musica (e in particolare per i Beatles) ci scorre nelle vene: sarà per questo motivo che siamo particolarmente vicini agli artisti e abbiamo deciso di offrire il nostro contributo per aiutarli".

‘Movida’ anticipata all’ora di pranzo: lancerete una nuova moda?

"Chissà: per ora siamo contenti di aver ideato un’iniziativa che sembra funzionare. Abbiamo saputo che anche altri locali, in Romagna, hanno avuto la stessa idea. La cosa non può che farci piacere: per noi operatori del settore non è il momento giusto per mettersi in competizione, anzi. La riteniamo un’ottima soluzione per sostenere i musicisti e le band del territorio, in un momento molto difficile per lo spettacolo dal vivo e l’arte in generale".

Come l’hanno presa gli artisti?

"Non smettevano più di ringraziarci. In questi mesi navighiamo tutti a vista: l’importante è non arrendersi e cercare di vedere il lato positivo anche nelle situazioni più complicate".

State lavorando sodo sul cartellone musicale, programmando anche i prossimi mesi. Cosa accadrebbe se in futuro si imponesse un nuovo lockdown?

"Due chiusure forzate in un solo anno solare sarebbero un’autentica batosta. Per il momento non possiamo lamentarci: i nostri clienti affezionati continuano a seguirci e si adegueranno ai nuovi orari pur di non rinunciare ai nostri appuntamenti. La caffetteria, complici lo smart working e la didattica a distanza, ha sicuramente registrato una perdita, ma non ci scoraggiamo. La pandemia non riuscirà a piegarci".