"In primavera ho avuto il covid. Sono stato molto male e l’esperienza mi ha segnato profondamente. Anche per questo ho deciso di mettermi a disposizione della comunità e fare di più per gli altri": così parla Antonio Scarpa, medico di Milano che da dieci anni vive e lavora tra il capoluogo lombardo e la Romagna, a Cervia e Mezzano. Medico che si occupa di patologia, chirurgia orale e odontostomatologia, 57 anni, insieme all’amico e collega milanese Alessandro Lanzani, ortopedico e specialista di medicina sportiva, ha creato il gruppo ‘Medicina solidale’, presente su Facebook e Istagram, per mettersi gratuitamente al servizio di chi ha bisogno, in particolare delle fasce più deboli della società. Nel...

"In primavera ho avuto il covid. Sono stato molto male e l’esperienza mi ha segnato profondamente. Anche per questo ho deciso di mettermi a disposizione della comunità e fare di più per gli altri": così parla Antonio Scarpa, medico di Milano che da dieci anni vive e lavora tra il capoluogo lombardo e la Romagna, a Cervia e Mezzano. Medico che si occupa di patologia, chirurgia orale e odontostomatologia, 57 anni, insieme all’amico e collega milanese Alessandro Lanzani, ortopedico e specialista di medicina sportiva, ha creato il gruppo ‘Medicina solidale’, presente su Facebook e Istagram, per mettersi gratuitamente al servizio di chi ha bisogno, in particolare delle fasce più deboli della società. Nel profilo del gruppo si legge: "Medicina solidale è un servizio di consulenza medica on-line aperto gratuitamente a tutti coloro che, sul territorio nazionale, necessitano di consulti medici (non Covid) e che per motivi economici eo logistici, non riescono ad accedere al Servizio sanitario nazionale".

Scarpa, che sui social mantiene il soprannome da ragazzo Antonio Vengher, non è nuovo ai gesti di solidarietà. Nel 2016 infatti balzò agli onori delle cronache per aver salvato la vita a una bambina migrante di 22 mesi. Era il 30 agosto e il medico era in vacanza con la moglie in Sicilia, a Portopalo di Capo Passero, nel siracusano. Era sul balcone del suo hotel e vide nell’isolotto di fronte 35 profughi che erano da poco sbarcati da un gommone, partiti 6 giorni prima dalla Turchia.

Vide che una bambina, Malorin, era in fin di vita per un arresto cardiaco. Non ci pensò neanche un attimo: si precipitò giù e riuscì a rianimare la piccola. "Io non ho fatto altro che intervenire e fare quello che so fare – ricorda il medico –. Il giorno dopo però mi ritrovai sulle prime pagine dei quotidiani, definito come medico eroe". Ora, grazie anche alla collaborazione con Lanzani, nasce questo nuovo progetto. "Abbiamo dato vita a questo gruppo – racconta Scarpa – perché vogliamo aiutare la medicina e le persone che fanno fatica ad accedere al servizio sanitario. Siamo disponibili a consulti su tutto il territorio nazionale e, in caso di vicinanza territoriale, anche a visite in presenza. In questo modo possiamo contribuire ad alleggerire la pressione sui Pronto soccorsi e sugli ospedali, che in questo momento stanno vivendo una situazione davvero difficile, e soprattutto possiamo offrire un’alternativa a tutti coloro che hanno bisogno di cure che non riguardino il covid". Nata qualche settimana fa, l’iniziativa ha ora l’obiettivo di ampliare il numero di professionisti disponibili a prestare le proprie competenze e capacità. "Vogliamo rivolgere un appello di unirsi al gruppo a tutti coloro che pensano di poter essere d’aiuto agli altri, medici o associazioni di volontariato – continua Scarpa –. Se il numero di aderenti al gruppo cresce, potremo dare maggiori risposte alle persone. L’importante è la gratuità della prestazione. Questa è la nostra parola d’ordine".

Il gruppo ‘Medicina solidale’ si sostiene con risorse proprie o con qualche donazione. Il mese scorso sia Lanzani sia Scarpa sono stati impegnati a Milano a fare tamponi a spese loro, con l’obiettivo sempre di dare il proprio contributo e alleggerire il sistema sanitario nazionale. "In questo momento di forte difficoltà – conclude Scarpa – riteniamo doveroso metterci a disposizione e fare quello che sappiamo fare. Penso che tutti coloro che hanno uno spirito solidale possano condividere il nostro progetto. Chi è interessato può scriverci una mail a medisolidale@gmail.com".

Alessandra Giordano