Bagnacavallo (Ravenna), 23 febbraio 2018 - La notizia di essere stata insignita dell’onorificenza di ‘Alfiere della Repubblica’ l’ha più stupita che emozionata. Nazifa Noor Ahmad, 16 anni, afghana di origine e bagnacavallese di adozione, riceverà lunedì 12 marzo, al Quirinale, l’attestato d’onore conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che la fregerà appunto del titolo di ‘Alfiere della Repubblica’. Insieme a lei, riceveranno lo stesso riconoscimento altri 28 ragazzi e ragazze nati fra il 1999 e il 2007, «che si sono distinti nella partecipazione, nella promozione del bene comune, nella solidarietà, nel volontariato e per singoli atti di coraggio».

E di coraggio Nazifa ne ha avuto tanto durante gli ultimi dieci anni. Esattamente nell’estate del 2008 è iniziata la sua seconda vita in Italia, grazie all’aiuto del Contingente militare italiano che ne ha disposto il trasferimento da Herat per essere curata. All’epoca aveva quasi 7 anni, ma ne dimostrava ancora meno, perchè il linfoma di Hodgkin giunto al quarto stadio la stava consumando e ne impediva la crescita.

Roberto Faccani, all’epoca comandante della polizia municipale di Bagnacavallo, se ne prese cura divenendone il tutore legale con il pieno supporto della famiglia d’origine, consapevole della necessità di farle avere cure non disponibili in Afghanistan. Nazifa tutt’ora deve sottoporsi a terapie che, nel tempo, le hanno tolto il linfoma, ma mai spento il sorriso.

«Aveva una malattia molto grave – si legge nelle motivazioni dell’onorificenza – le cure negli ospedali italiani sono state lunghe e talvolta pesanti, ma si sono concluse con successo. Durante i numerosi ricoveri ha sempre mostrato il suo sorriso e ha cercato di essere d’aiuto a chi le stava vicino. È diventata volontaria della Croce Rossa, è pienamente integrata come studente nelle nostre scuole, e svolge il ruolo di interprete nei Centri di accoglienza per i migranti».

Nazifa, sottolinea Faccani, «sa che deve studiare e impegnarsi anche per il suo Paese. Ha sempre cercato di sostenere gli altri. Durante i lunghi periodi in ospedale ha avuto la forza di supportare gli altri bambini che erano ricoverati con lei e oggi si rende disponibile a fare la traduttrice quando è necessario dialogare con profughi afghani e pakistani che parlano soltanto la lingua Dari. Per Nazifa, aiutare gli altri è un atto spontaneo. Lei per prima è stata aiutata per cui le viene naturale farlo. Così, quando ha saputo dell’onorificenza, si è stupita».

Adesso Nazifa frequenta il primo anno al liceo scientifico di Lugo. L’ultima volta che ha visto di persona i genitori, che continua a sentire via telefono periodicamente, è stato nel 2010, dopo un viaggio a Herat.