"Allagamenti, neanche un centesimo di ristori"

L’amarezza e la preoccupazione di Claudio Minghini, agricoltore di Conselice, a oltre un anno dall’emergenza

"Allagamenti, neanche un centesimo di ristori"

"Allagamenti, neanche un centesimo di ristori"

"Ripartire non è stato facile ma alla fine, nonostante la mole di lavoro e le ingenti spese che si sono rese necessarie per ripristinare e rendere i terreni nuovamente coltivabili, si è per fortuna tornati, sia pur lentamente, a una sorta di normalità. Il problema è però un altro: se si esclude infatti una piccola parte di contributi erogati a ottobre da un fondo europeo destinato alle calamità e i contributi del Fondo mutualistico AgriCat (parzialmente erogati nelle scorse settimane), non si è ancora visto un solo centesimo dei ristori previsti dal Decreto Figliuolo". Ad oltre un anno dagli eventi alluvionali che misero in ginocchio una mezza Romagna, è amareggiato e preoccupato Claudio Minghini, figlio di Paolo, titolare dell’azienda agricola ‘Minghini Paolo’ sita in via Gardizza, a qualche chilometro a nord est di Conselice.

"Nel caso della nostra azienda – spiega il 46enne – si è appena conclusa una campagna cerealicola che, malgrado i timori legati ai terreni dilavati e destrutturati da quel ‘mare’ d’acqua, è da considerarsi più che soddisfacente sia in termini di qualità che di quantità. Restano però problematiche di non poco conto da ricollegarsi al catastrofico evento di 14 mesi fa". In quei giorni, all’interno dei due capannoni dell’azienda, l’acqua raggiunse due metri di altezza. "Trattori ed attrezzature agricole – ricorda Claudio – furono resi inutilizzabili da quel micidiale mix di acqua e fango. Senza ovviamente dimenticare le colture, nel mio caso una quarantina di ettari di terreni coltivati a mais, frumento, erba medica e colture da seme, che finirono sott’acqua, per un danno complessivo di alcune centinaia di migliaia di euro". A oltre un anno da quel catastrofico evento, Minghini, come del resto la stragrande maggioranza dei suoi colleghi, esprime preoccupazione a causa dei "tempi di rimborso relativi al Decreto Figliuolo – osserva – che si stanno allungando a dismisura" unitamente al timore "che non si ottenga quanto richiesto, o quantomeno la quasi totalità dello stesso. È una questione complicata, anche perché l’accesso a ‘Sfinge Alluvione 2023’ (portale tramite il quale le imprese e le persone fisiche interessati dagli eventi alluvionali verificatisi dall’1 maggio 2023 in Emilia Romagna, possono compilare e inoltrare le domande di rimborso, ndr) è stato attivato soltanto qualche mese fa; per poter inserire i danni ‘reali’ occorsi a strutture, terreni, fossi, scoli, strade ecc, è richiesta una perizia asseverata che, nel mio caso, è iniziata a luglio 2023 ma, ad oggi, non è ancora conclusa a causa della continua richiesta di integrazioni. Sta di fatto che, per problemi di carattere soprattutto burocratico, dopo oltre un anno non si è ancora visto un quattrino". Conclude Minghini: "C’è amarezza, perché per proseguire l’attività abbiamo ad oggi investito soprattutto risorse nostre. Quindi, l’auspicio è che le tanto decantate promesse siano mantenute, e che anche per gli agricoltori i rimborsi arrivino in tempi rapidi".

Luigi Scardovi