"Alluvione, volevo essere sul campo"

La forlivese Laura Sansavini (Tg2) riceverà oggi un riconoscimento durante il Premio Guidarello

Laura Sansavini (nella foto), giornalista del Tg2. Lei ha realizzato un servizio sulla Romagna ed è romagnola, di Forlì, qual è il suo rapporto con questo territorio?

"È stato un ritorno alle origini, nel senso che è molto importante essere premiata proprio in Romagna dove vent’anni fa ho iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo appena uscita dal liceo classico".

La accompagna una passione, quella per la fotografia.

"In realtà, fa parte anche dei miei studi nel senso che a Bologna ho studiato storia dell’arte contemporanea e della fotografia. È un percorso legato a quello che faccio come giornalista audiovisiva, perché l’attenzione all’immagine è sempre molto importante in un servizio radiotelevisivo".

Questa edizione del Premio Guidarello è dedicata alla gente alluvionata di Romagna. Come ha vissuto quei giorni di maggio?

"Ero bloccata a Roma, sarei voluta essere qui, sul campo. Nonostante noi come giornalisti raccontiamo il mondo, ci vuole sempre una distanza ancora maggiore nel farlo in questi casi. È stato un impatto molto forte. Per la rubrica ‘Italia, viaggio in bellezza’, questo servizio girato a Cesenatico è stato il primo della serie e ha segnalato la ripresa che poi c’è stata, la voglia della Romagna di riprendersi anche attraverso la cultura.

Qual è per lei il senso di questo premio?

"La soddisfazione più grande non è soltanto vincere questo premio, che ovviamente è un grande onore, ma essere premiata rispetto a uno dei miei luoghi del cuore. La mia infanzia è fatta dell’odore del porto Canale di Cesenatico e della piadina davanti alla statua di Garibaldi e Anita. È fatta dei colori delle case in fila e delle vele delle barche storiche, che ricordo in ogni dettaglio. Con i bambini che d’estate giocano a salirci sopra, e ogni 6 agosto, festa di Garibaldi, quando queste escono in mare aperto cariche di turisti, e io e mia sorella venivamo svegliate dalla banda sul porto Canale. La mia famiglia aveva proprio lì, sul porto, una piccola casa dove ogni anno passavo l’estate, e ancora oggi cerco di tornare quando posso. Vele e reti, simboli di una traduzione custodita in un museo e tra una comunità che ho avuto l’onore di raccontare. Ecco perché sono orgogliosa di questo premio, vinto a casa. Perché racconta anche la mia storia".

Maria Vittoria Venturelli