Anche la ‘Casa della carità’ non è stata risparmiata dall’alluvione

I danni superano i 300mila euro, specialmente alle infrastrutture. Attualmente ospita quaranta persone, anziani e disabili adulti

Anche la ‘Casa della carità’ non è stata risparmiata dall’alluvione

Anche la ‘Casa della carità’ non è stata risparmiata dall’alluvione

Oltre ad abitazioni, attività commerciali, aziende agricole, l’alluvione non ha risparmiato anche diverse realtà associative del territorio. Come nel caso, a Lugo, della ‘Casa della Carità - San Francesco di Assisi’, dove si contano danni che ammontano ad oltre 310mila euro. A risentire maggiormente degli effetti del devastante evento sono state soprattutto le infrastrutture: la centrale termica ed elettrica, le celle frigorifere (due su tre risultano ancora fuori uso) e tre dei quattro ascensori, che dovranno essere sostituiti o subire importanti riparazioni. Uno scenario che costringe ad operare in condizioni di emergenza. Se poi si considera che si tratta di una struttura socio assistenziale che accoglie persone anziane, disabili e sole, i disagi finiscono per amplificarsi. "Dopo un mese e e mezzo dall’alluvione – osserva il vice presidente della struttura, Agostino Gradillo – l’unica iniziativa in corso per aiutare la Casa della Carità è la raccolta fondi avviata lo scorso 18 giugno da Mediafriends Onlus (terminerà il 22 luglio), attraverso la trasmissione sui canali Mediaset di spot relativi ai danni provocati dall’alluvione in Romagna. Le risorse raccolte andranno devolute a cinque strutture operanti nel settore del welfare della Romagna, tra le quali è compresa proprio la Casa della Carità di Lugo. Essendo tempo di dichiarazione dei redditi, l’Associazione Volontari, il cui codice fiscale è 91014300395, è destinataria del cinque per mille".

Come poi spiegano il presidente Don Francesco Corradossi e il direttore don Gabriele Bordini, "la Casa della Carità è sorta nella seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso nel complesso immobiliare, donato dai Padri Cappuccini alla Chiesa lughese, situato al civico 1 di via Cardinal Massaia, di fronte alla Scuola Garibaldi. La Casa della Carità ha realizzato il desiderio dei donatori affinché il loro convento divenisse un luogo di accoglienza e di aiuto per ammalati, poveri, persone bisognose e abbandonate. Anche per questi motivi la struttura porta questo nome. Attualmente ospita quaranta persone, anziani e disabili adulti, che a seconda delle loro esigenze vengono accolte nei suoi reparti, che sono un centro socio-riabilitativo residenziale per disabili, un centro socio-riabilitativo semi residenziale per disabili adulti, una casa di riposo per anziani e una comunità alloggio per anziani non autosufficienti". All’interno della Casa della Carità opera l’Associazione Volontari della Casa della Carità presieduta da Francesco Morini, il quale spiega che "si tratta di un’organizzazione non lucrativa che, in aderenza ai principi evangelici e allo spirito di solidarietà, persegue finalità di aiuto e assistenza alle persone accolte dalla Casa della Carità.

L’Associazione rappresenta il ‘braccio operativo’ della Casa della Carità, nel senso che i volontari, a titolo gratuito, offrono i servizi di portineria, stireria, giardinaggio, piccole manutenzioni, autista e amministrativi, ossia servizi di cui non c’è bisogno di qualifiche o specializzazioni". Non solo, ma "gli avanzi di gestione dell’Associazione – dice il consigliere Giovanni Mainardi – , che sono costituiti dalle quote dei soci, dal contributo del 5 per mille, dalle erogazioni liberali o di enti pubblici, sono destinati alla Casa per il miglioramento delle infrastrutture". Tornando all’alluvione, la direzione della Casa della Carità "ringrazia tutti gli operatori e i volontari che hanno prestato la loro attività".

Luigi Scardovi