Ravenna, 12 giugno 2018 - Picchiata a sangue e poi scaraventata da un’auto in corsa sulla tangenziale di Torino. Anxela Mecani, prostituta 20enne di origini albanese, è morta all’ospedale di Moncalieri, dove era stata portata in condizioni disperate. Un automobilista ha assistito alla scena e sul caso indaga la polizia del capoluogo piemontese. La giovane donna aveva abitato per alcuni anni a Ravenna, dove però risultava residente soltanto da marzo, in seguito al matrimonio con un italiano. Qui, in un appartamento della centralissima via Cairoli, abita ancora Massimiliano, il marito originario di Lecce da cui si stava separando. «Non sapevo nulla. Io e Anxela ci eravamo lasciati da alcuni mesi. Lei era andata via di casa, aveva preso questa decisione e io l’avevo rispettata». 


La giovane, prima di trasferirsi in Piemonte, pare avesse vissuto a Ravenna alcuni anni. Con Massimiliano, molto più grande di lei, si era conosciuta nel 2015, in un bar. Dal flirt iniziale il loro rapporto era diventato stabile. E sancito da un matrimonio, lo scorso febbraio, che nel giro di poche settimane si è però esaurito. A maggio lei se ne era andata. Il marito imputa la fine del rapporto a una serie di questioni, litigi per ragioni sentimentali, ma anche al fatto che lui si spostava dove trovava lavoro e lei non lo avrebbe accettato. «Arrivai qui per lavoro, ho aperto una ditta, ma non andò bene. Ora faccio il cuoco stagionale», racconta l’uomo. 
Ieri pomeriggio Massimiliano ha chiamato il nuovo compagno della donna, quando ancora sarebbe stato all’oscuro di tutto: «Mi ha solo detto che non poteva parlare, perché si trovava in questura, e che l’avevano ammazzata.

All’inizio io avevo pensato a un incidente. Faceva la prostituta? Non che io sapessi. Quando stava con me a Ravenna, non mi sono mai accorto di nulla. Dopo di che non posso sapere se lo faceva a mia insaputa». Col passare dei minuti Massimiliano, inizialmente freddo verso la sua ex – «me ne sono fatto una ragione, mi era già successo» – lascia spazio ai sentimenti e al ricordo. «Era una ragazza sempre sorridente. Non meritava di fare questa fine, era così giovane...». 
E riferendosi al presunto assassino, dice: «Chi ha fatto una cosa del genere è una m.... Si può litigare, ma non arrivare ad ammazzare una persona in quel modo. Il solo pensiero di fare male a qualcuno è da ignoranti, da barbari. Purtroppo questa società sta andando in questa direzione...». 
Anxela aveva compiuto 20 anni a marzo. La ragazza aveva con sé soltanto un cellulare e la fotocopia del documento. In questura risulta un solo foto segnalamento relativo a una richiesta di documenti di soggiorno. Intanto a Torino la polizia ha già ascoltato alcune persone legate alla vittima e che potrebbero tracciare l’identikit di un possibile colpevole.