
L’installazione di una telecamera di videosorveglianza in una foto di repertorio
La giunta comunale di Lugo ha deliberato la cifra di 11mila euro a sostegno dell’acquisto del sistema di videosorveglianza per i plessi che compongono il Polo Tecnico Professionale della città.
La cifra è un terzo esatto della spesa complessiva, 11 mila euro verranno messi dalla Provincia di Ravenna e la parte restante sarà a carico dell’istituto scolastico.
L’installazione delle telecamere dovrebbe essere già in corso. La decisione di affidarsi a un sistema di videosorveglianza è avvenuta a seguito di vari episodi vandalici che hanno interessato il Polo Tecnico Professionale, culminati poi nel pestaggio di un ragazzo di 16 anni da parte di una decina di altri compagni d’istituto.
Dopo quell’episodio si riunì, convocato proprio dalla sindaca di Lugo, Elena Zannoni, un tavolo di lavoro che ha visto coinvolti i servizi educativi e sociali del Comune, l’Ausl della Romagna, l’istituto scolastico con a capo la dirigente scolastica, Elettra Stamboulis, il corpo di Polizia Locale della Bassa Romagna e la Provincia di Ravenna con la presenza della presidente, Valentina Palli. All’installazione delle telecamere all’interno dei plessi scolastici del Polo, nato dalla fusione tra lo Stoppa Compagnoni e il Manfredi Marconi, si stava già pensando, non tanto per reprimere eventuali risse tra studenti, ma per andare a sorvegliare gli allarmi antincendio.
Infatti, da inizio anno scolastico, ma si trattava di un problema già avvenuto anche durante lo scorso ciclo, sono continui i falsi allarmi che impediscono il regolare svolgersi delle lezioni: si è arrivati anche a diverse evacuazioni al giorno.
Oltre agli allarmi fatti scattare dsi continuo con grande distrurbo delle lezioni, gli spazi della scuola sono stati teatro anche di altri episodi, come lo sventramento dei muri in cartongesso, il cui colpevole sarebbe stato individuato e la cui famiglia è stata chiamata poi a rifondere i danni.
I racconti riportati a casa dagli studenti ai genitori - anche loro avevano caldeggiato l’installazione della videosorveglianza - parlano anche di intimidazioni nei confronti degli insegnanti e porte bloccate dai distributori di bibite.
Tutto ciò per poi giungere all’episodio più eclatante di cui si è parlato anche sui giornali che ha portato due ragazzi al pronto soccorso con un naso rotto e una prognosi di 25 giorni, oltre a due denunce presentate dalle rispettive famiglie, a cui, poi, se ne è aggiunta una nei confronti della dirigente scolastica da parte del genitore di uno dei ragazzi coinvolti, oltre alle indagini della procura per omessa denuncia rispetto ad alcune azioni che sarebbero state commesse dagli alunni dell’istituto.
Matteo Bondi