Ausl, emergenza personale: "In tre anni 563 unità in meno. E gli straordinari lievitano"

In Romagna sono 615mila i giorni di ferie non goduti all’1 gennaio scorso. Palmarini (Uilfpl): "Senza assunzioni sono soluzioni senza prospettiva". .

Ausl, emergenza personale: "In tre anni 563 unità in meno. E gli straordinari lievitano"

Ausl, emergenza personale: "In tre anni 563 unità in meno. E gli straordinari lievitano"

Ore e ore di straordinario, ferie non godute, difficoltà nella gestione dei turni. Problemi noti da tempo nella sanità, ma che il segretario regionale della Uilfpl Paolo Palmarini torna a evidenziare mentre il Governo prospetta un piano per alleggerire le liste d’attesa: "Il decreto predisposto non è lo strumento per dare risposte strutturali al Servizio sanitario nazionale – dice Palmarini –. Occorrono finanziamenti per assunzioni ben diverse dalle briciole che vengono attualmente proposte nelle Asl. Le poche assunzioni che vengono fatte sono una goccia nel mare destinate a una modestissima copertura del turn over del 2024 che dopo l’emorragia del personale nel 2022 e 2023 è ben poca cosa. La fuga di medici, infermieri e altre professioni dal Sistema sanitario pubblico degli ultimi anni è dovuta alle attuali condizioni di lavoro e tutto questo accade per una mancanza di personale nonché per assenza di seria e lungimirante programmazione, nazionale, regionale e locale. A questa situazione il Governo risponde pensando di risolvere le lunghe liste d’attesa appesantendo ulteriormente la già insostenibile conciliazione tra tempi di lavoro e di vita di medici, infermieri, oss, tecnici sanitari, ostetriche... E queste soluzioni sono ben diverse dalle solenni promesse del potenziamento della nostra sanità pubblica per le quali tutte le forze politiche si erano impegnate dopo la pandemia".

I dati forniti dalla Regione alla Uilfpl mostrano che all’1 gennaio scorso i 2.400 dirigenti medici dell’Ausl Romagna avevano maturato in media 52 giorni di ferie non goduti, a cui si sommano 23,58 ore di straordinario liquidate e 106,60 ancora non liquidate. In totale parliamo di 124.800 giorni di ferie maturati. Per quanto riguarda gli infermieri, in media ognuno dei 9.324 dipendenti aveva maturato ma non ancora goduto all’1 gennaio 2024 di 37,71 giorni di ferie, in totale 351.608. Sommando tutte le categorie al lavoro nell’Ausl Romagna, sull’azienda pesano circa 615.600 giorni di ferie da smaltire.

"Si può tamponare una falla, non una diga al collasso – prosegue Palmarini –. Non è pensabile che per abbattere le liste di attesa si carichi ulteriormente di lavoro il personale del Servizio sanitario nazionale già sotto organico e stremato da turni di lavoro massacranti o allargando spazi nella sanità privata dove i dipendenti da anni sono in attesa del rinnovo del Contratto nazionale di lavoro. I numeri parlano chiaro, nella nostra regione a gennaio 2023 il personale delle aziende sanitarie aveva lavorato per oltre 4 milioni di ore in straordinario, oltre a quelle fatte in reperibilità, e maturato e non goduto di ben oltre 2 milioni e 100mila giornate di ferie".

Per giunta dal 2021 al 2023, come da dati estrapolati da Uilfpl, i dipendenti sono calati di 2.071 unità in regione, di cui 563 in Romagna. "Se si vuole garantire la salute e il sistema universalistico non lo si fa favorendo l’attività libero professionale dei medici a scapito di un potenziamento del sistema sanitario pubblico, o alzando il tetto di spesa per il privato accreditato senza prima assicurare un adeguato finanziamento al sistema pubblico – prosegue Palmarini –. Serve quindi un piano straordinario di assunzioni di tutto il personale sanitario e sociosanitario superando i vincoli di assunzioni ormai antistorici e che hanno portato il sistema sanitario pubblico al collasso, altro che soluzioni tampone come quelle proposte. Servono assunzioni anche per il concreto potenziamento della medicina territoriale, come le case della salute che senza personale e il giusto apporto di medici di medicina generale rischiano di diventare cattedrali nel deserto, servono investimenti per dare risposte alle cronicità attraverso la valorizzazione nella medicina territoriale dell’infermiere di comunità, occorre trovare una soluzione a situazioni emergenti come l’aumento dei disagi degli adolescenti, adulti e anziani che andrebbero prevenuti valorizzando l’area della psicologia. E invece si continua, rincorrendo le varie tornate elettorali, a soluzioni prive di ogni prospettiva di programmazione e consolidamento, a bonus temporanei senza rendersi conto che sono sempre di più le persone costrette a rinunciare alle cure".

Sara Servadei