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24 apr 2022

Auto, la rivoluzione di giugno A rischio decine di posti lavoro

Una norma dell’Unione europea dovrebbe cambiare il ruolo dei distributori di vetture. Le concessionarie si trasformerebbero in agenzie, non più in proprio, ma dipendenti dalla casa madre

Potrebbero essere alcune centinaia – magari non subito, ma in prospettiva – i posti di lavoro a rischio nel settore auto della nostra provincia. Il mondo delle concessionarie è infatti in fermento. Il motivo principale è legato ad un regolamento della Commissione europea che, con l’obiettivo di tutelare la concorrenza, dal 1° giugno dovrebbe cambiare il ruolo dei distributori di vetture. In pratica, le concessionarie si trasformerebbero in agenzie, ovvero in soggetti che non agirebbero più in nome e conto proprio, ma dipenderebbero direttamente dalla casa madre. Tradotto in soldoni? Il prezzo della vettura lo fisserebbe la casa madre, ponendo termine alla trattativa tra acquirente e venditore.

La prima conseguenza diretta sarebbe la riduzione del margine commerciale, con evidenti ricadute occupazionali. Al netto dei rivenditori di auto, gli addetti delle concessionarie della nostra provincia – fra dipendenti, collaboratori, impiegati e partite iva – sono meno di mille. In Italia, le concessionarie sono quasi 1.300, con 120mila addetti. Le stime degli analisti sono preoccupanti, perché parlano di un calo fino al 60% degli occupati, dunque oltre 70mila addetti. "A livello locale – commenta il ravennate Adolfo Cosentino De Stefani, presidente nazionale di Federauto – la ricaduta è ignota, ovvero difficile da quantificare. Può darsi che sia significativa, così come non lo sia. Un esempio? Se una concessionaria che ha il mandato per Ravenna e Rimini, viene accorpata in conseguenza della riduzione del volume determinato dalla nuova normativa, e si sposta a Rimini, è chiaro che la nostra provincia perderà gli addetti. Ma potrebbe succedere anche il contrario, e cioè lo spostamento della sede nella nostra città. Ecco perché a livello locale non è facile fare delle proiezioni, anche se posso sbilanciarmi nel dire che, nei prossimi 2-3 anni l’impatto non sarà esagerato".

Le case madri di Mercedes, Volvo e Bmw hanno fatto sapere di voler passare al contratto di agenzia. Stellantis ha dato la disdetta a tutti i propri concessionari, dunque Citroen, Peugeot, Opel, Fiat professional, Fca, proponendo per alcuni una via di mezzo, cioè il ‘commissionario’. Renault, e le asiatiche Toyota, Nissan, Kia, Hyundai, Honda, Suzuki, Mitsubishi vogliono invece continuare col sistema dei ‘mandati’ alle concessionarie. Ford partirà con l’agenzia, ma solo del 2025 in Germania, mentre Volkswagen ha scelto la doppia via, concessionaria per l’endotermico e agenzia per l’elettrico: "In chiave locale – ha aggiunto Adolfo Cosentino De Stefani – tutte le aziende che passeranno al contratto di agenzia, dovranno necessariamente riorganizzarsi e ristrutturarsi, perché la fatturazione verrà effettuata direttamente dalla casa madre. Una parte del personale di back office verrà infatti sviluppato dalla stessa casa madre, che chiederà degli standard più bassi per poter dare minor margini e provvigioni. Stesso discorso per le permute di auto usate, sulle quali c’era un po’ di margine. D’ora in poi le valutazioni saranno effettuate su criteri più rigidi e potrebbero essere più prudenziali, dunque meno convenienti per i clienti".

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