Avanti coi lavori per la nuova stazione dei bus

Destinata a sostituire quella oggi posta in viale delle Ceramiche. Operai nel piazzale in fondo a viale Baccarini e sui binari dei treni

Avanti coi lavori per la nuova stazione dei bus

Avanti coi lavori per la nuova stazione dei bus

E’ già cambiato il volto del piazzale in fondo a viale Baccarini, dove sorgerà la nuova stazione dei bus, destinata a sostituire quella oggi posta in viale delle Ceramiche.

In queste ore quella porzione di città si presenta come un grande cantiere a cielo aperto, con uomini al lavoro sia all’interno della stazione ferroviaria, nel punto in cui sorgono i binari, sia nel piazzale più a ovest.

Qui ha già in parte visto la luce quello che sarà l’ingresso della futura stazione dei bus: sono infatti state rimosse le pensiline per le bici che sorgevano sulla destra, mentre sono stati abbattuti tre pini posti sulla sinistra.

La nuova stazione dovrebbe essere pronta per l’autunno del 2025: gli interventi hanno un costo di due milioni e 350mila euro, dei quali 870mila finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Gli interventi in corso ora fanno parte di uno stralcio da un milione e 800mila euro; assegnataria dell’appalto è la cooperativa Ciro Menotti, oggi al timone di un cantiere che dovrebbe avere una durata di circa 700 giorni, e terminare entro la primavera del 2025.

Le ultime cesellature, se così possono essere definite, verranno eventualmente portate a termine nel corso di quell’estate; operazioni per cui il Comune è ancora a caccia di un finanziamento regionale o nazionale.

La nuova stazione sarà dotata di due pensiline per i pendolari, di una biglietteria e di circa 30 posti auto, che sostituiranno quelli oggi posizionati sul corrispondente lato del piazzale della stazione. All’interno ci sarà spazio anche per una rotatoria, che semplificherà il transito dei veicoli in direzione di viale Baccarini, ad oggi previsto quale unico varco per l’entrata e l’uscita sia delle auto che dei bus. Via Scalo Merci, e con essa via Laghi, non dovrebbero quindi essere coinvolte da cambiamenti significativi nelle moli di traffico, come avevano temuto alcuni residenti. L’area a ovest della stazione non vedrà del tutto stravolta la sua natura: una porzione rimarrà infatti in concessione alla cooperativa Facchini, come scalo merci. Tramontata per ora l’ipotesi di un collegamento dell’area con via Medaglie d’Oro, più a ovest.

L’operazione forse più complicata, rimandata a un secondo stralcio, è quella volta a dare vita a un sottopasso ciclopedonale che colleghi la stazione dei bus con la porzione di città a nord della ferrovia. Si tratta del capitolo costruttivamente più ambizioso, dai tempi di realizzazione più complicati, per i quali comunque il Comune a suo tempo manifestò ottimismo, escludendo che in quella porzione di città possano emergere reperti archeologici capaci di bloccare il cantiere. Si tratta infatti di terreno già massicciamente oggetto di escavazioni al tempo in cui fu realizzata la ferrovia Bologna-Ancona. Su quel fronte insomma Palazzo Manfredi non si aspetta sorprese.

L’intervento di spostamento della stazione dei bus, favoleggiato per decenni e messo nero su bianco alcuni anni fa, ha acquisito un profilo del tutto nuovo all’indomani dell’alluvione del 16 maggio, che trasformò viale della Ceramiche – e con esso l’attuale stazione dei bus – in un vero e proprio fiume in piena. La stazione ferroviaria e il piazzale epicentro dei lavori, più lontani dal fiume, furono invece risparmiati dalle inondazioni.

Filippo Donati