Bambino morto al Mirabeach di Ravenna (Foto di repertorio Corelli)
Bambino morto al Mirabeach di Ravenna (Foto di repertorio Corelli)

Ravenna, 20 giugno 2019 - Era con la madre che per tutto il pomeriggio non l’aveva perso di vista un momento. Poi gli ha detto di stare fermo per poco, pochissimo: trenta secondi appena e lei sarebbe tornata. Ma lui, come tutti i bimbi di quell’età, è partito per esplorare il mondo e non è più tornato. La vita del piccolo Edoardo Bassani di Castrocaro (Forlì-Cesena) si è fermata attorno alle 4 di ieri pomeriggio all’interno di ‘Mirabeach’, il parco acquatico che si trova nel contesto di Mirabilandia. Il padre Andrea e il nonno Vanni hanno una impresa di recupero rottami a Pieve Salutare. Il padre non era presente perché convalescente dopo un incidente in moto. Il bambino era figlio unico, quattro anni appena compiuti lo scorso febbraio.

Il piccolo è morto, probabilmente annegato, in una piscina dal nome che rievoca ben altri momenti: ‘Laguna del Sol’, struttura profonda fino a 110 centimetri. È lì, faccia in giù, che un bagnino di salvataggio si è accorto del corpicino ormai esanime. È stato lui il primo a intervenire; poi – secondo quanto precisato dal parco – è arrivato il medico del presidio permanente di Mirabilandia. Quindi sono giunti gli operatori del 118 con ambulanza, elicottero e medico rianimatore.

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Le manovre cardio-respiratorie sono andate avanti per diversi minuti; il bimbo è stato anche defibrillato e infine caricato in ambulanza in un estremo tentativo di salvargli la vita. Purtroppo non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato attestato quando ancora l’ambulanza non era arrivata in ospedale.

Una morte che ha gettato nella più completa disperazione la madre del piccolo che non riusciva a darsi pace per quegli istanti capaci di alimentare la tragedia. Sul posto, oltre ai carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima e al comandante provinciale dell’Arma, è intervenuto il procuratore capo Alessandro Mancini in persona per cercare di chiarire l’accaduto.

Le indagini sono in corso ad alto ritmo: e già oggi è altamente plausibile che la Procura possa aprire un fascicolo. Determinanti saranno le immagini delle telecamere di sicurezza – almeno due – che puntano verso la zona dell’annegamento e che hanno perciò registrato ogni cosa. Filmati già acquisiti dagli inquirenti che contengono gli ultimi istanti di vita del piccolo. Non solo la loro visione aiuterà a capire cosa esattamente sia accaduto: ma pure le testimonianze dei tanti presenti corroboreranno il quadro generale.

Secondo le prime ricostruzioni, il bimbo si trovava in uno specchio d’acqua di pochi centimetri vicino agli scivoli. Quindi ha fatto 3-4 metri verso lo specchio d’acqua dove poi è stato trovato, forse attirato dalla concomitante baby-dance che si stava svolgendo proprio in quel momento. Non è chiaro se sia riuscito a passare attraverso una eventuale interruzione dello steccato divisorio per poi cadere in acqua o piuttosto per tuffarsi. Quel che è certo è il terribile esito di questa vicenda.

Marcante, dg di Mirabilandia: "Profondo dolore, siamo vicini alla famiglia"

"Tutti noi dipendenti, collaboratori e manager di Mirabilandia vogliamo esprimere il nostro profondo dolore e la nostra vicinanza ai genitori e ai parenti per questa gravissima perdita - afferma in una nota il direttore generale di Mirabilandia, Riccardo Marcante - Siamo in stretto contatto con la famiglia che ha il nostro totale supporto. Sono in corso alcuni accertamenti e non possiamo rilasciare dichiarazioni. Stiamo collaborando con gli inquirenti per contribuire al buon esito delle indagini".