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15 apr 2022

"‘Bella Ciao’ da studiare a scuola, scelta infelice"

A Faenza la crociata del consigliere comunale ex Lega Gabriele Padovani contro un compito assegnato da una prof delle medie Bendandi

Un gruppo di partigiani in un’immagine d’epoca
Un gruppo di partigiani in un’immagine d’epoca
Un gruppo di partigiani in un’immagine d’epoca

A pochi giorni dalla Festa della Liberazione è scoppiata la polemica a Faenza. Nel mirino sono finite le scuole medie Bendandi, dove una professoressa di musica ha assegnato come compito agli studenti quello di imparare ‘Bella Ciao’, e di documentare la propria performance in un video. A questo punto un genitore, offeso dalla richiesta dell’insegnante, ha immediatamente mosso le sue rimostranze al consigliere comunale Gabriele Padovani, oggi parte del gruppo Misto, che le ha prontamente girate al deputato leghista Gianni Tonelli. La questione sarebbe già arrivata sul tavolo del sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso. Padovani, che assicura di "non avere nulla contro ‘Bella Ciao’" sostiene come quel testo, "nel tempo, abbia assunto chiari connotati politici, e per questo ritengo che assegnarlo come “compito” a ragazzi in età scolastica compresa tra gli 11 e i 13 anni sia una scelta infelice e inappropriata. Ci siamo chiesti quali motivazioni possano aver indotto l’insegnante a fare questa scelta. Forse l’avvicinarsi del 25 aprile? In realtà ogni anno la Pasqua è celebrata a ridosso di quella ricorrenza. Forse la volontà di sensibilizzare gli alunni sulla difficile situazione internazionale che stiamo vivendo? Se così fosse, ricordiamo che, per esempio, lo scorso 13 marzo il coro dell’Opera di Odessa ha intonato per le strade della città il ‘Va’ Pensiero’, ugualmente inno alla libertà dei popoli. Troppo spesso nelle scuole vi sono interferenze politiche, e tendenzialmente in una sola direzione. Non sarebbe forse più opportuno rispettare i programmi senza faziosità?".

Padovani presenterà un’interrogazione all’assessore competente in consiglio comunale il prossimo 26 aprile. Sul tema interviene anche la Lega, attraverso il consigliere regionale Andrea Liverani, il quale muove alla scuola accuse gravissime, quale ad esempio quella di fare propaganda nei confronti degli studenti: "La politica deve rimanere fuori dalla scuola italiana, in classe i ragazzi vanno educati. Devono imparare la lingua italiana, la matematica, le scienze, la geografia, le lingue straniere. Vanno a scuola per dotarsi di una cultura priva di condizionamenti esterni, tanto più se questi sono di matrice politica. L’ideologia e la propaganda devono stare fuori dalle aule, soprattutto quando in queste siedono dei ragazzini. Compito e missione della professione di insegnante è quella di formare e fornire nozioni essenziali per la vita quotidiana, non di fare politica. Altrimenti si è inadeguati al ruolo".

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