Daniele Rossi nel suo ufficio dell'Autorità Portuale (foto Corelli)
Daniele Rossi nel suo ufficio dell'Autorità Portuale (foto Corelli)

Ravenna, 19 settembre 2019 - Il gip Janos Barlotti, accogliendo una eccezione sollevata dalle difese, ha annullato, per un vizio di procedura, l'ordinanza che lui stesso aveva emesso, di sospensione dei vertici dell'Autorità portuale per la durata di un anno. La misura interdittiva, su richiesta della procura, era stata emessa nell'ambito dell'inchiesta che vede presidente Daniele Rossi, segretario generale Paolo Ferrandino e dirigente tecnico Fabio Maletti indagati in concorso per inquinamento ambientale, omissione e abuso di atti d'ufficio relativamente all'affondamento del relitto della nave Berkan B con fuoriuscita di idrocarburi.

La decisione del gip è stata resa nota in mattinata al termine dell'udienza che era stata riservata all'interrogatorio di garanzia ed è scattata nell'ambito dell'articolo 289 del codice di procedura penale che regola appunto l'iter per le sospensioni dalla carica di pubblici ufficiali. La norma prevede che l'interrogatorio degli indagati preceda l'eventuale misura interdittiva. Tanto che per inizio settimana i tre sono stati convocati per essere interrogati davanti al gip il quale a quel punto si esprimerà attraverso nuova ordinanza in merito alla richiesta della procura di sospendere i vertici di Autorità portuale. 

In questo momento, dunque, in attesa delle nuove decisioni del Tribunale ci troviamo con una "diarchia": ovvero, oltre a un commissario, Paolo Ferrecchi, alla guida dell'ente di via Antico Squero abbiamo anche un presidente.

Va da ultimo chiarito che non si tratta ovviamente di una revoca, provvedimento che affonda nel merito della questione, ma di un annullamento ovvero di una decisione presa in seguito al vaglio di una mera questione procedurale.