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31 lug 2022

"Botte, minacce e insulti" Donna finisce nei guai

Maltrattamenti aggravati sul marito: arrivato l’avviso di fine indagine. Secondo la denuncia non voleva che l’uomo contattasse i genitori

31 lug 2022

Insulti diretti del tipo: "Sei una persona inutile non servi a nulla, l’unico animale che c’è in questa casa sei tu". Ma anche trasversali come: "I tuoi sono malvagi, persone inutili e non dovrebbero esistere". E poi minacce: "Che campi a fare, te ne devi andare di qua, ti faccio prelevare dai carabinieri, speriamo che un camion ti prenda sotto così mi libero di te, se vai dai tuoi genitori ti scateno la guerra, ti ammazzo, ti tolgo dalla circolazione". E infine pure percosse: come quelle attestate dal pronto soccorso nel marzo 2021 (un violento ceffone con il dorso della mano per una prognosi di almeno cinque giorni legata alla contusione a uno zigomo).

Contorni di contestati maltrattamenti in famiglia comuni purtroppo a tante altre situazioni di tensione domestica che approdano sui tavoli della magistratura. Salvo che per un particolare: questa volta è lui ad averli denunciati. Ed è cioè la donna a ritrovarsi per le mani un avviso di conclusione indagine a firma del pm Cristina D’Aniello, atto che di solito precede una richiesta di rinvio a giudizio. Maltrattamenti peraltro aggravati da una precisa circostanza: commessi alla presenza del figlio minorenne dei due.

Al centro della vicenda, una coppia di trentenni italiani residenti a Ravenna, la donna difesa dall’avvocato Sabrina Cavallari e l’uomo tutelato dall’avvocato Alice Rondinini. Una coppia impegnata dal 2021 in una separazione giudiziale nell’ambito della quale l’abitazione coniugale è stata affidata a lei e il figlio a entrambi.

Le cose tra i due per un certo periodo erano andate bene tanto che pochi anni fa avevano deciso di sposarsi e di andare a vivere assieme. Ma - almeno secondo la denuncia dell’uomo allegata agli atti del fascicolo - l’armonia si era subito infranta. Tanto che già poco dopo le nozze e durante la luna di miele lui – prosegue l’accusa – lo aveva bollato come "uomo inutile". La ragione? Al momento del sì, lui aveva optato per il regime di separazione dei beni. Lei non aveva mosso ciglio dando l’impressione che non gliene importasse più di tanto. Poi però aveva esternato la sua amarezza intendendo che con quella risposta, il consorte le avesse in pratica detto che erano destinati a separarsi. La colpa a sua avviso era della suocera, bollata come "una strega". E poco importa che il marito le avesse spiegato che era una scelta sua ispirata dai corsi prematrimoniali.

Niente da fare, qualcosa si era rotto: "Sei una persona inutile, ma che campi a fare?", lei gli avrebbe iniziato a ripetere ogni giorno. Una ossessione: lui avrebbe dovuto interrompere ogni rapporto con i genitori, "quando ti lascerò o quando rimarrai solo, potrai sentire i tuoi". Crisi coniugale fitta con ripetuti attacchi d’ira e urla di lei - continua l’accusa -, situazioni sfociate talvolta nella distruzione di oggetti (vedi un aspirapolvere, un cellulare e pure una bici). E per controllare che non ci fossero contatti con i genitori di lui mentre lei era al lavoro, la donna sarebbe pure giunta a nascondere un registratore in casa. Poi i letti separati, le lamentate percosse a più riprese fino alla contusione refertata in ospedale. Da ultimo, a metà dicembre scorso, la denuncia.

Andrea Colombari

© Riproduzione riservata

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