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30 apr 2022

Molestie Ravenna, "Calciatrice palpeggiata durante una visita"

L’accusa di una giovane al medico dopo un controllo. Lui patteggia 8 mesi ma si difende: "Scelta processuale, sono innocente"

Ravenna, 30 aprile 2022 - Era uscita in fretta dall’ambulatorio e poi, in lacrime, aveva subito telefonato alla madre per raccontarle di quei palpeggiamenti a suo dire subiti dal medico durante la visita di controllo per un problema a una gamba. Poco dopo era andata dai carabinieri per mettere tutto nero su bianco e la sera, a causa dello stress psicologico lamentato, si era fatta visitare in pronto soccorso. Per quanto denunciato nel febbraio 2020 a Cervia da una giovane calciatrice, ieri mattina il medico ultra-sessantenne che aveva sottoposto la ragazza a una ecografia muscolare, davanti al gup Corrado Schiaretti e al pm d’udienza Silvia Ziniti ha patteggiato otto mesi di reclusione con pena sospesa (la ragazza, già risarcita, non si era costituita parte civile). Una scelta puramente processuale – ha puntualizzato il legale del medico, l’avvocato cesenate Carlotta Mattei – dato che l’imputato, finora incensurato e con circa 40 anni di mestiere alle spalle, si è sempre professato innocente tanto da essersi a suo tempo affidato una consulenza medico-legale sulle modalità di esecuzione di quello specifico esame alla coscia: il risultato, sempre secondo la difesa, andava verso una completa liceità professionale del suo operato. Come dire che quel tipo di esame poteva prevedere pure quella manovra legata al controllo di eventuali linfonodi.

La ragazza invece non aveva avuto esitazioni nell’indicare in quella manovra una avance indesiderata alla sua intimità femminile: lo aveva ripetuto in lacrime anche a qualche mese dai fatti in incidente probatorio aggiungendo pure di essere segnata da stress post traumatico proprio a causa dell’accaduto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale Compagnia coordinati dal pm Daniele Barberini, la giovane atleta si era rivolta a quel medico attraverso la libera professione pochi mesi dopo una lesione muscolare: tutto si era sistemato ma lei sentiva ancora dolore e allora si era risolta per una ecografia di controllo giusto a ridosso del primo lockdown da covid-19.

E’ in quel frangente che il medico – sempre secondo la ragazza –, non è chiaro se con una mano o se con la sonda, l’aveva toccata nelle parti intime risalendo dalla coscia. Per la difesa invece si era trattato al massimo di un fraintendimento senza alcuna valenza sessuale dato che la porta dell’ambulatorio era sì chiusa ma non a chiave; che fuori erano presenti altri pazienti in attesa; e che nello studio c’erano pure le segretarie. Una manovra, secondo il legale, che il medico aveva praticato senza problemi tante altre volte a tante donne, calciatrici comprese.

Andrea Colombari

 

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