CronacaCellulari a scuola, illusorio arginarli Usiamoli per migliorare

Cellulari a scuola, illusorio arginarli Usiamoli per migliorare

Continua dalla prima pagina

...effettuata dalla commissione Istruzione del Senato nella scorsa legislatura. In tale indagine si legge che l’uso eccessivo degli smartphone provoca miopia, obesità, diabete, depressione, insonnia, nonché una progressiva perdita di facoltà mentali quali la concentrazione, la memoria, lo spirito critico. L’uso degli smartphone viene letteralmente equiparato alla cocaina e si paventa la creazione di una generazione di "giovani schiavi resi drogati e decerebrati". Nientedimeno!

Viene quindi spontaneo chiedersi come mai, se i senatori pensano davvero questo, non abbiano varato una legge che vieta l’uso dei cellulari prima della maggiore età, come si fa, ad esempio, con la vendita e somministrazione di alcolici. Penso che questa narrazione iperbolica e terroristica sia determinata innanzitutto dal senso di colpa degli adulti. Siamo noi che regaliamo ai nostri figli, già al termine della scuola elementare, il “telefonino”, con il rassicurante convincimento di poter controllare dove si trovino i ragazzi quando fuori di casa. Siamo noi che, anche sul luogo di lavoro, usiamo continuamente il cellulare: per inviare messaggi, fotografare, curare la vita social, ricercare informazioni, accedere al conto corrente, ricevere istruzioni sul percorso da seguire…

Siamo noi a non riuscire a staccarcene neppure nei momenti che dovremmo dedicare alle relazioni affettive: si osservino le coppie al ristorante come, tra un boccone e uno scambio di parole, riversino la loro attenzione sui rispettivi cellulari. E pensiamo davvero che la pervasività di questo strumento di comunicazione e di relazione col mondo possa fermarsi davanti alla soglia della scuola? Come cantava Battisti, "come può uno scoglio arginare il mare?". Detta altrimenti, è illusorio - ed invero neppure utile - pensare di bloccare eventi sociali di questa portata. Occorre semmai compiere lo sforzo di gestirli dentro il contesto didattico. Faccio un solo esempio con un’esperienza affrontata recentemente dal Liceo Artistico, in collaborazione con il Mar (museo d’arte di Ravenna): due giornate di formazione sull’uso di Tik Tok per la produzione di contenuti culturali. Che lo si voglia o no, gli studenti usano e useranno gli smartphone ed i canali social. Più che l’illusoria pretesa di arginare il fenomeno è opportuno far comprendere come certi strumenti possano essere utilizzati per migliorarsi, integrandoli nella didattica come elementi di fascinazione dell’apprendimento.

Gianluca Dradi

Preside liceo artistico ’Nervi Severini’