Massaggi
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Faenza (Ravenna), 11 febbraio 2019 - Lavoratrici in nero in un centro massaggi di Faenza, operazione delle fiamme gialle. I finanzieri del Comando provinciale di Ravenna hanno eseguito nei giorni scorsi un controllo in un centro massaggi di Faenza gestito da cinesi.

Al suo interno sono state trovate tre lavoratrici, anche loro di etnia cinese, sconosciute al fisco. Le donne sono infatti risultate sprovviste del contratto di assunzione e per loro il datore di lavoro ha omesso di presentare la comunicazione preventiva agli enti.

Per una delle tre posizioni di lavoro in nero scoperte è stata avviata inoltre la procedura di irrogazione della ‘maxi-sanzione’, che va da un minimo di 1.800 euro ad un massimo di 10.800 euro, mentre per le altre due lavoratrici, risultate anche prive di permesso di soggiorno, si è proceduto ad irrogare la ‘maxi-sanzione aggravata’, che va da un minimo di 2.160 euro ad un massimo di 12.960 euro.

Per il datore di lavoro è poi scattata la sospensione dell’attività per aver impiegato manodopera irregolare in misura pari al 75% del totale dei lavoratori assunti e trovati sul posto di lavoro. Inoltre due delle lavoratrici straniere sono state denunciate per mancanza di regolare permesso di soggiorno, mentre il titolare del centro massaggi è stato denunciato per l’impiego delle donne in violazione delle disposizioni del testo unico sulla disciplina dell’immigrazione.

Dal Comando della guardia di finanza di Ravenna fanno sapere che “l’operazione si inquadra nell’ambito dell’intensificazione dell’azione di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso per individuare situazioni di sfruttamento di manodopera irregolare che, oltre a rappresentare una prevaricazione in danno dei lavoratori, è anche una grave forma di concorrenza sleale nei confronti di chi opera nella legalità”.