Chiesta la scarcerazione

Per Pini quella del carcere è un’esperienza inedita. Nonostante ciò, il suo avvocato lo ha descritto battagliero anche se preoccupato per la sua famiglie e per la continuità aziendale in quanto da questa dipendono una quarantina di famiglie. La volontà è quella di tornare al più presto a dirigere ristoranti e bar. Tanto che il suo legale ha chiesto la revoca della carcerazione o la sua sostituzione con i domiciliari. Il gip forlivese si è riservato. Lunedì si replica stavolta per il filone bolognese.

E sempre a inizio settimana verranno sentiti nell’interrogatorio di garanzia sia Sergio Covato - funzionario di prefettura originario di Catania, dall’82 a Ravenna dove nel 2006 si candidò sindaco per An - che il luogotenente dei carabinieri Pino Daniele, già comandante di Stazione a Cotignola, in forza alla pg e nella segreteria provinciale del sindacato Nsc. I due potranno naturalmente raccontare la loro versione dell’accaduto. L’avvocato del primo, Carlo Benini, ha detto che il suo assistito "è sereno perché convinto che si tratti di un grossolano errore ed è sicuro di dimostrare sua estraneità avendo totale fiducia nella magistratura". L’avvocato Ermanno Cicognani, che tutela il luogotenente, ha precisato che si impone la lettura degli atti e che crede che il suo assistito abbia una risposta per tutto.