Confagricoltura: "Situazione disastrosa I terreni alluvionati resteranno incolti un anno"

Il presidente Betti: "Fondamentali acconti alle aziende in tempi strettissimi. E serve un tavolo provinciale"

Confagricoltura: "Situazione disastrosa  I terreni alluvionati resteranno incolti un anno"

Confagricoltura: "Situazione disastrosa I terreni alluvionati resteranno incolti un anno"

A un mese e mezzo dall’alluvione, la conta dei danni subiti dall’agricoltura è drammatico. Confagricoltura stima danni sul 70% della superficie agricola provinciale. Almeno 500 le aziende colpite solo fra le associate. Il presidente Andrea Betti si unisce alla richiesta invocata dai vertici dall’organizzazione agricola regionale: "Serve una legge speciale, un iter legislativo straordinario per garantire in fretta gli indennizzi. E fondi pubblici da destinare alla ricostruzione di strutture e infrastrutture viarie".

Presidente Betti da dove si può, o si deve, ripartire?

"L’urgenza richiede risposte concrete e veloci, ma anche tolleranza per rilanciare il comparto. Fondamentale è l’erogazione di acconti in tempi strettissimi per fronteggiare le spese imminenti che non possono più attendere e dare alle aziende la liquidità necessaria. Da sottolineare inoltre che molti agricoltori hanno già anticipato risorse finanziarie per le operazioni di pulizia. Inoltre, chiediamo subito un tavolo provinciale permanente, che veda la partecipazione delle organizzazioni degli imprenditori agricoli insieme alle altre associazioni di categoria, per pianificare la ricostruzione su più fronti: il ripristino della viabilità interrotta dai dissesti, gli interventi sui terreni franati, sui vigneti e frutteti trascinati a valle; il rifacimento di abitazioni, magazzini ed edifici rurali".

Qual è la situazione in collina?

"Disastrosa. Viabilità spezzata, ponti crollati e frane ancora attive stanno bloccando la ripartenza delle attività agricole soprattutto nei comuni della Romagna Faentina. Un’azienda agricola su quattro rischia di chiudere. Si teme la paralisi, il conseguente spopolamento oltre al danno ambientale e paesaggistico. È necessario un nuovo approccio da parte delle amministrazioni comunali, più buon senso e meno burocrazia".

Confagricoltura chiede anche modifiche al decreto alluvioni.

"Sì, su tutte il prolungamento fino a dicembre delle agevolazioni previste in termini di sospensive, inclusa la sospensione delle rate dei mutui".

Quali sono le priorità da affrontare nel breve?

Laddove è possibile riseminare, occorre sostituire le colture perse – tra cui ampie distese di grano e orzo - con seminativi quali ad esempio soia e mais. Poi nei terreni danneggiati dall’alluvione, che rimarranno incolti almeno per un anno, si richiedono interventi tempestivi sulla struttura del suolo per scongiurare la perdita di fertilità. Si profila uno scenario mai visto prima, che necessita anche di soluzioni sperimentali".

Nei frutteti, vigneti e oliveti?

"È la fase più difficile. Si procede con il monitoraggio e la verifica del numero di alberi da frutto da estirpare, una moria inevitabile causata dall’asfissia radicale: peschi, albicocchi, meli, susini rimasti sott’acqua per giorni interi"

Per grano e orzo?

"Un disastro: raccolto pressoché nullo su 7 dei 32 mila ettari coltivati a cereali nel Ravennate, cioè dove i terreni sono stati allagati per più di tre giorni. Nei restanti si sono registrate le peggiori rese della regione".

p.c.