Coronavirus
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Ravenna, 7 marzo 2020 - Salgono a dieci le persone contagiate dal coronavirus nella provincia di Ravenna. Dopo i 5 casi accertati ieri, l'impiegato quarantenne trovato positivo giovedì e i due ragazzi di Lugo già dimessi dall'ospedale di Ravenna e in via di guarigione, è notizia di oggi che ci sono altre due persone che hanno contratto il Covid-19. Si tratta di due pazienti del Maria Cecilia Hospital di Cotignola: un uomo di 92 anni proveniente dalla provincia Parma, ricoverato nel reparto di Cardiologia, e un uomo di 79 anni proveniente dalla provincia Piacenza ricoverato nel reparto di Neurochirurgia.

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"Entrambi i pazienti - si legge in una nota dell'ospedale di alta specialità della Bassa Romagna, sono in condizioni stabili e non si trovano in terapia intensiva. Le aree dei reparti nei quali erano ospitati sono state completamente isolate e la parte restante dei reparti è stata messa immediatamente messa sotto controllo dalla Direzione dell’ospedale. Si è proceduto prontamente a igienizzare e sanificare tutti gli ambienti. In queste ore, si stanno effettuando i necessari controlli sul personale sanitario entrato in contatto con i pazienti".

Ieri era stata accertata la positività di cinque pazienti: tre donne e due uomini; uno solo di essi, maschio, è ricoverato all’Ospedale di Ravenna, sebbene le sue condizioni non siano gravi. Gli altri quattro pazienti sono seguiti a livello domiciliare, in regime di quarantena volontaria, in quanto le loro condizioni sono buone: privi di sintomi o con sintomi in remissione. Come di consueto è stata immediatamente avviata l’indagine epidemiologica per individuare i contatti stretti di questi pazienti, da collocarsi a loro volta in quarantena domiciliare volontaria, con sorveglianza attiva da parte del personale del Dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna. Tale misura ed il relativo monitoraggio continuo, proseguirà per i prossimi 14 giorni ed è mirata, oltre che alla sicurezza sanitaria degli utenti, al contenimento della diffusione del virus.

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Ausl Romagna: sospesa l'attività chirurgica non urgente 

Alla luce dell'evoluzione del quadro del nuovo coronavirus la direzione dell'Ausl Romagna ha deciso, "in via precauzionale e preventiva, nell'ottica di limitare i contatti al fine del massimo contenimento e dell'alleggerimento degli accessi agli ospedali, di attivare una sospensione dell'attività chirurgica non urgente e procrastinabile, così come di alcune attività ambulatoriali a loro volta non urgenti, in particolare alcune determinate tipologie di prestazioni ad esempio odontoiatriche, di otorino, broncoscopiche". Lo comunica la stessa azienda sanitaria della Romagna.

Inoltre, viene spiegato in una nota, "con lo stesso fine si è deciso un rallentamento delle attività di screening oncologico per un periodo di due settimane. Tali misure - conclude la nota - sono già operative e l'azienda si sta facendo parte diligente di avvertire tutti gli utenti che saranno poi ricontattati per la ricalendarizzazione della prestazione".