Coronavirus, 120 operatori sanitari contagiati (Foto d'archivio Frascatore)
Coronavirus, 120 operatori sanitari contagiati (Foto d'archivio Frascatore)

Ravenna, 9 aprile 2020 - Mentre i contagi sulla popolazione calano, l’emergenza continua a far paura agli operatori sanitari. Attualmente, dall’inizio dell’emergenza, sono stati tra i 110 e i 120 gli operatori sanitari residenti nella provincia di Ravenna e contagiati dal virus: il dato comprende anche i lavoratori della sanità privata e chi svolge la propria funzione nelle province vicine, o in altre regioni. Si stima, quindi, una media di una trentina di operatori malati per ognuno dei tre ospedali pubblici.

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La maggior parte di queste persone è asintomatica o con sintomi lievi, ed è in isolamento a casa. Coloro che subito dopo la diagnosi sono stati ricoverati sono circa una decina. Negli ultimi giorni sono state riscontrate nuove positività: in particolare al Santa Maria delle Croci si sono ammalati alcuni operatori del 118. Non si tratta del personale che lavora sulle ambulanze, ma di 4 tecnici della centrale operativa, un coordinatore e un tecnico della logistica, come spiega Luca Fusaroli, segretario territoriale di Ravenna del sindacato infermieristico NurSind: «Si tratta di coloro che ricevono le chiamate al Pronto soccorso. Nelle ultime settimane si vede che le misure restrittive stanno funzionando sulla cittadinanza, ma resta il problema sugli operatori. Del resto i dispositivi di protezione individuale sono tuttora centellinati».

Non sono gli unici casi. Recentemente si sono rivelati positivi altri due fisioterapisti del Santa Maria delle Croci, dopo il caso emerso già ieri, come spiega Daniele Bedetti, segretario generale del sindacato SiCambiaCon: «A Faenza, dopo i contagi delle ultime settimane, i fisioterapisti sono stati dotati di una serie di dispositivi individuali che equiparano il paziente a un sospetto Covid. Ora ciò che chiediamo è che anche negli altri ospedali della Romagna, e non solo a Faenza, i fisioterapisti siano dotati di protezioni adatte a trattare persone sospette. Se i luoghi di cura diventano luoghi di contagio c’è un problema, significa che la dirigenza ha sottostimato il pericolo: speriamo che qualcuno ne risponda». Intanto la Regione ha predisposto uno stanziamento per premiare i dipendenti delle aziende sanitarie che stanno combattendo contro il virus. Ieri è stato sottoscritto un accordo tra Cgil, Cisl, Uil e giunta regionale, alla presenza del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore per le Politiche per la Salute Raffaele Donini. 

Tra le misure, come riportato in una nota firmata da Cgil, Fp Cgil, Cisl Fp, Cisl, Uil e Uilfpl, ci sono «uno stanziamento di 20 milioni di euro (da bilancio regionale) per il riconoscimento delle attività di tutto il personale del comparto del Servizio sanitario regionale; uno stanziamento di 11.334.020 milioni di euro (derivanti dalle risorse messe a disposizione dal Decreto Cura Italia) per la gestione del disagio professionale; infine la valorizzazione e l’estensione dei tempi di vestizione».