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29 mag 2022

"Così restituisco la vita a quadri e palazzi"

Per Ada Foschini dipinti, affreschi, tele ed edifici non hanno segreti. "Un lavoro bellissimo. Rimpianti? Uno solo: non avere eredi"

29 mag 2022
carlo
Cronaca

Carlo Raggi Negli anni Cinquanta il Candiano ancora scorreva in mezzo alla natura e lei, bambina, ha avuto la fortuna di abitare sulla sponda sinistra e di vedere ‘sfilare le navi’ come se placidamente solcassero i campi: e questa specie di sincretismo estetico deve aver inciso non poco sulla sua ‘sfrenata passione’ per l’arte che l’ha portata a diventare una delle più quotate restauratrici italiane di dipinti, affreschi, tele, palazzi. Ada Foschini ha al suo attivo interventi a Ravenna, Roma, Venezia, Milano, Ferrara, in Svizzera. Docente all’Accademia, alla Scuola per il restauro e all’Università, nel 2010 il suo ‘Laboratorio del Restauro’ ha partecipato all’Expo di Shangai come ‘eccellenza’ italiana. Una vita dedicata al restauro. "Proprio così, 44 anni di lavoro sull’arte, per farla rivivere, per dare un futuro alle opere, per consegnarle ai posteri. un valore di noi donne, dall’alba dei tempi, salvaguardare la tradizione, tramandare la conoscenza, a tutti i livelli…" E la sua attività a chi la trasmetterà? "Questo è un mio grande cruccio, non ho eredi…nel senso che in questo settore se si vuole essere qualcuno occorre essere non solo bravi, e per questo di gente brava con me ne ho, ma occorre essere anche imprenditori, tessere i contatti con le Soprintendenze, i Ministeri e sviluppare la propria azienda. Insomma, un doppio lavoro: ecco, è su questo piano che non vedo sbocchi…". Come è nato questo suo enorme amore per l’arte? "È stato un processo che si è snodato nel tempo. Alla base sta la passione per il disegno. A dieci anni disegnavo il paesaggio, i gatti che frequentavano i granai, le navi che silenziose solcavano il Candiano, ma sembrava sfilassero fra i campi perché non c’erano molte costruzioni attorno. Forse quell’ambiente circostante ha stimolato il mio senso dell’estetica, della bellezza. Ah, aggiungo che i gatti non solo li disegnavo: quando nascevano ...

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