File per i tamponi
File per i tamponi

Ravenna, 15 gennaio 2022 - Il virus corre ovunque e i sanitari non ne sono ovviamente immuni. Nelle ultime due settimane, con i contagi aumentati a dismisura, anche tanti lavoratori del settore si sono dovuti fermare dopo aver ricevuto l’esito di positività al virus: e ovviamente la crescita dei casi è stata esponenziale, riflettendo quanto sta succedendo in tutta la società. Un paio di cifre sono indicative in questo senso: al 31 dicembre i dipendenti dell’Ausl Romagna positivi e in quarantena erano 262, di cui 82 nella provincia di Ravenna. Ieri invece, 14 gennaio, il dato su tutta la Romagna è salito a 1.022, con una crescita del 290% in due settimane.  Nella provincia di Ravenna sono in particolare 293, +257%.

Bollettino Covid 15 gennaio 2022 in Emilia Romagna: i contagi di oggi - Quarantena, è scontro sul tracciamento tramite smartphone

Del resto il 31 dicembre la curva dei casi aveva appena iniziato la sua salita verticale, sulla spinta della nuova variante Omicron: fino al 29 dicembre infatti il territorio ravennate registrava una media di circa 300 casi al giorno. Poi negli ultimi due giorni dell’anno è arrivata l’esplosione improvvisa a 1. 000 casi quotidiani, e ora la media è già sui 2.000.

Nemmeno i sanitari sono immuni, e per giunta in questi giorni sono nuovamente sottoposti a grande pressione per l’aumento di ricoveri, tamponi e attività di tracciamento. A questo occorre aggiungere che al momento (il dato è aggiornato al 10 gennaio, ndr) 267 dipendenti dell’Ausl in tutta la Romagna sono a casa sospesi dal lavoro per la mancata vaccinazione antiCovid, e tra questi 84 sono riferiti alla provincia di Ravenna: 77 lavoratori del comparto e 7 della dirigenza.

"Sono evidenti gli sforzi di tutto il personale per garantire, pure in questa condizione, la salute ai nostri cittadini – commenta Paolo Palmarini, segretario generale Uil Fpl Emilia-Romagna – sapendo che oltre al Covid ci sono tante altre patologie urgenti a cui dare risposta. Ovviamente però questa situazione non può essere sostenuta a lungo".

Palmarini evidenzia inoltre che 1.022 dipendenti sono circa il 6% dei lavoratori dell’Ausl Romagna: "È chiaro che con tutte queste persone in meno il problema esiste, e sicuramente ci sono aree in difficoltà – spiega –. È un momento difficile, e tra l’altro non c’è solo il Covid da curare ma anche tutta una serie di altre patologie che hanno necessità di ricevere una risposta. Allo stesso modo non è detto che gli operatori attualmente in quarantena e non disponibili nei reparti curino il Covid, ma probabilmente ci sono situazioni difficili anche in altre aree di assistenza. Il contesto complessivo è preoccupante. È vero che l’Ausl Romagna ha fatto molte assunzioni ultimamente, ma 1.022 persone sono comunque tante".

Da questo punto di vista nei giorni scorsi il direttore sanitario dell’azienda Mattia Altini ha reso noto che da febbraio a giugno 2020, con la precedente direzione dell’Ausl, sono state acquisite 700 unità di personale, e da allora altre 1.000 si sono sommate con l’arrivo della direzione attuale. Trovare personale sanitario sul mercato del lavoro però è difficile, e l’Ausl lo ha denunciato più volte. Il quadro è inevitabilmente complesso: gennaio è sempre stato un mese duro per via dell’influenza stagionale, e a questo la grande circolazione del virus aggiunge inevitabilmente un incremento dell’attività di tracciamento, tamponi e ricoveri Covid. Il sistema regge grazie al grande lavoro dei sanitari tuttora negativi, supportati dalla terza dose.