Una farmacista compila i documenti per una vaccinazione in una foto di repertorio
Una farmacista compila i documenti per una vaccinazione in una foto di repertorio
Chi aveva dei dubbi sul vaccino a un certo punto ha dovuto fare una scelta. E quel ‘certo punto’, il momento spartiacque, è arrivato lo scorso 16 settembre. Quel giorno il governo ha annunciato l’obbligo di green pass per lavorare dal 15 ottobre in poi. Niente più dubbi: a quel punto tanti si sono decisi e sono andati a prendere appuntamento per iniziare il percorso di protezione contro il virus. Da allora si sono vaccinate 12.382 persone nella nostra provincia: c’è stato un aumento – e del resto ce lo si aspettava –, ma forse non l’esplosione...

Chi aveva dei dubbi sul vaccino a un certo punto ha dovuto fare una scelta. E quel ‘certo punto’, il momento spartiacque, è arrivato lo scorso 16 settembre. Quel giorno il governo ha annunciato l’obbligo di green pass per lavorare dal 15 ottobre in poi. Niente più dubbi: a quel punto tanti si sono decisi e sono andati a prendere appuntamento per iniziare il percorso di protezione contro il virus. Da allora si sono vaccinate 12.382 persone nella nostra provincia: c’è stato un aumento – e del resto ce lo si aspettava –, ma forse non l’esplosione che il governo attendeva.

Da giovedì 16 a domenica 19 settembre, subito dopo l’annuncio, si sono prenotati in 2.241: l’aumento è evidente rispetto ai 780 degli stessi tre giorni della settimana precedente. La media si è alzata leggermente la settimana dopo, quella dal 20 al 26 settembre, quando hanno prenotato la prima dose in 4.620, di cui 1628 dal 23 al 26 settembre. Gli appuntamenti sono poi andati calando: sono stati 3.027 quelli prenotati dal 27 settembre al 3 ottobre e 2.494 dal 4 al 10 ottobre.

Ora siamo agli sgoccioli, ma c’è però ancora modo di vaccinarsi, considerando che è possibile trovare appuntamento negli hub vaccinali già il giorno successivo a quello della prenotazione. E probabilmente qualcun altro cambierà idea nelle prossime settimane e mesi, per convinzione o per la seccatura (e il costo) dei tamponi.

Quel che è certo è che una fetta comunque cospicua di persone non ha aderito: allo scorso 4 ottobre il 24% dei 20-29enni, il 28% dei 30-39enni, il 25% dei 40-49enni e il 18% dei 50-59enni non avevano ancora ricevuto la prima dose nella nostra provincia. Si tratta delle fasce di popolazione in cui sono maggiormente presenti i lavoratori, anche se ovviamente non corrispondono in toto alla popolazione lavorativa della provincia. Ciò che si può dire in definitiva è che l’accelerata c’è stata, ma non siamo schizzati al 90% di vaccinati tra la popolazione in età lavorativa come forse qualcuno poteva aspettarsi.

"L’incremento c’è e c’è stato. Stamattina all’Esp (ieri, ndr) avevamo circa 500 persone che erano lì per le prime e le seconde dosi – dicono dal team di coordinamento della campagna vaccinale –. L’aumento in questi giorni non è enorme ma c’è, lo vediamo".

Stimare quanti lavoratori non sono vaccinati è impossibile: sicuro è che molti di loro hanno già prenotato i tamponi in farmacia per essere in regola da venerdì fino al 31 dicembre, data in cui la validità del provvedimento del governo si ferma. Poi si vedrà cosa succederà e se sarà prolungato anche nel 2022: prima di allora, la situazione verrà chiarita. Ciò che è sicuro è che è impossibile, al momento, immaginare un futuro senza vaccini. Con buona pace di chi finora non ha voluto saperne.

Sara Servadei