Ravenna, 26 ottobre 2018 - Omicidio colposo e disastro colposo. Questi i reati per i quali la Procura di Ravenna aprirà un'inchiesta sul cedimento della diga-invaso sul fiume Ronco, dove giovedì è morto il tecnico della Protezione civile dell'Emilia-Romagna Danilo Zavatta. Il fascicolo sarà seguito dal pm di turno Lucrezia Ciriello, sul posto giovedì per un sopralluogo e dal procuratore capo Alessandro Mancini. 

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 E' stata filmata in diretta l’intera sequenza del crollo di parte della diga sul fiume Ronco, nel Ravennate, dove ieri è morto Zavatta. Un video già acquisito dalla magistratura nel quale si sentono le urla dei vigili del fuoco che intimano di allontanarsi dalla struttura poco prima del crollo.

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Si vede il tecnico, che si trovava sulla passerella per alcuni rilievi fotografici, che inizia a correre verso l’argine sinistro, ma non riesce a mettersi in salvo per pochi metri. La vittima il cui corpo è stato recuperato in tarda serata nello spazio tra argine e corso d’acqua, lascia la moglie e una figlia dodicenne. Sulla diga erano in corso verifiche a causa di un’infiltrazione di acqua a terra. Per questo diversi testimoni, tra tecnici, vigili del fuoco e pure giornalisti, erano lì e hanno assistito in diretta alla tragedia. "Lo abbiamo visto cadere di sotto"  hanno detto i colleghi di Danilo Zavatta che camminano al capezzale del ponte crollato e non si danno pace. "Proprio lui, quello che tra tutti era il più prudente".

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VIABILITA' - La statale Ravegnana, intanto, è ancora chiusa in quel tratto. Secondo fonti ufficiali si parla di 'alcuni giorni'. L'acqua del Ronco non solo ha fatto crollare una campata e un tratto di argine, ma si è incuneata anche sotto la Ravegnana, fino a metà della carreggiata in direzione Ravenna. C'è preoccupazione, se dovesse piovere insistentemente l'acqua potebbe continuare a scavare sotto l'asfalto fino a sfondare dalla parte opposta. Lo scenario più critico, ma non inverosimile, prevede anche lo sfollamento di tre famiglieche hanno le abitazioni in piena campagna, sotto il livello della strada, con il rischio alluvione dietro l'angolo.

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È stato istituito, in via provvisoria, il divieto di transito ai veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate sulla strada provinciale 'Montone Abbandonato' dall'incrocio con la strada provinciale dall'incrocio con la provinciale 99 Viazza di Villanova all'incrocio con la provinciale 'Godo San Marco' fino alla riapertura al traffico della statale Tosco Romagnola - Ravegnana  99 Viazza di Villanova all'incrocio con la strada Godo San Marco; fino alla riapertura al traffico della statale 67 Tosco Romagnola - Ravegnana. 

Sono esclusi dal divieto i residenti lungo lo stesso tratto della Provinciale Montone Abbandonato, i mezzi di soccorso, di emergenza, i mezzi del trasporto pubblico locale e scolastico, oltre ai mezzi autorizzati. I percorsi alternativi sono stati individuati nelle provinciali Godo e San Marco, San Vitale e la statale Adriatica.

MESSA IN SICUREZZA - Sarà l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ad occuparsi degli interventi di ripristino e messa in sicurezza dall'argine lungo il fiume Ronco. Lo spiega la stessa Regione, chiarendo che la decisione è del pm di Ravenna Lucrezia Ciriello, che ha provveduto al dissequestro dell'area nei pressi della briglia di San Bartolo. A curare i lavori sarà la stessa Agenzia, con il Servizio Area Romagna. Sempre oggi, l'assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, ha espresso personalmente "la vicinanza
della Regione ai famigliari del collaboratore che ha perso la vita".