Dalla Bretagna fino al Salento. A Russi la lunga notte del Batfolk

Ravenna Festival, dalle 19 a Palazzo San Giacomo i ritmi indiavolati dall’Appennino, dall’Alvernia e dal Poitou

Dalla Bretagna fino al Salento. A Russi la lunga notte del Batfolk

Dalla Bretagna fino al Salento. A Russi la lunga notte del Batfolk

Una notte infinita per viaggiare e danzare dal nord al sud dell’Europa, dalla Bretagna al Salento passando per il Poitou e l’Appennino. Appuntamento stasera a palazzo San Giacomo di Russi per ‘La lunga notte del Balfolk’ (info e prevendite: 0544-249244, www.ravennafestival.org, biglietti: posto in piedi 20 euro; under 18: 5 euro). Compagni di viaggio in questo itinerario, tracciato e curato da Fabio Rinaudo, sono 17 musicisti, maestri dei loro strumenti e alfieri di patrimoni musicali di cui è parte una ridda di danze: gavotte, laridè, rond, hanter dro, bourrèe, polca, mazurca, valzer e pizziche…

C’è un filo conduttore che lega la taranta salentina alle suggestioni della musica popolare bretone e della regione del Poitou: un risuonare di organetti e accordéon, di zampogne e cornamuse su baccanali di percussioni da cui trapelano echi narrativi della canzone dei trovatori. Questo accade anche nei canti d’Alvernia, così fecondi da stimolare l’estro di compositori novecenteschi come Joseph Canteloube e Luciano Berio, traghettatori della tradizione nelle complessità del mondo contemporaneo, dove i suoni che sanno d’eterno trovano asilo con baldanzosa naturalezza. La musica e i canti della tradizione dell’Appennino sono affidati alle ore 19 Stefano Valla (piffero e voce) e Daniele Scurati (fisarmonica e voce), a cui si unisce Fabio Rinaudo alle cornamuse. A rappresentare l’Alvernia, regione che prende il nome dalla tribù gallica degli Arverni e diede i natali al condottiero Vercingetorige, Michel Esbelin alla cabrette, che appartiene alla famiglia delle cornamuse, e Tiennet Simonnin all’accordéon (ore 19.45). I fiati della Bretagna sono la bombarda e il flauto, suonati da Erwan Hamon, in duo con Janick Martin all’accordion (20.30).

L’itinerario francese si completa con la musica del Poitou e il trio Ciac Boum, ovvero Christian Pacher (violino e voce), Julien Padovani (accordéon e cori) e Alban Pacher (violino e cori, ore 21.15). Il percorso si corona a suon di arcaiche percussioni salentine, con il Canzoniere Grecanico Salentino (ore 22.30). Fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, è il più importante gruppo di musica popolare salentina, capace di reinterpretare in chiave moderna le tradizioni germogliate attorno alla celebra pizzica tarantata rituale. Guidato dal tamburellista e violinista Mauro Durante, il Canzoniere collabora con artisti che vanno da Ludovico Einaudi a Stewart Copeland dei Police e ha portato il sound della Puglia nel mondo, dall’Argentina al Giappone.