Ravenna, 11 settembre 2018 –

DANTE2021, il festival dedicato al padre della lingua italiana, torna a Ravenna con cinque giorni di incontri, spettacoli, concerti nei luoghi danteschi della città: promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, Dante2021 inaugura oggi alle 17 ai Chiostri Francescani. Sul percorso verso il settimo centenario della morte del Poeta, il motto 2018 è «con l’animo che vince ogne battaglia» (Inferno XXIV, v. 53); l’incoraggiamento che Virgilio rivolge a Dante perché più energicamente affronti la risalita dal fondo della bolgia degli ipocriti testimonia quella determinazione e consapevolezza morale che sono il fulcro di ogni ricerca umana, scientifica o artistica. Con questo spirito Dante2021 rinnova il proprio impegno e dal 12 al 16 settembre chiama a raccolta studiosi, artisti, attori e musicisti, per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e consapevole dell’influenza del lascito dantesco.

Alle ore 17, presso gli Antichi Chiostri Francescani, il Festival si apre con i saluti di Ernesto Giuseppe Alfieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Claudio Marazzini, (presidente dell’Accademia della Crusca) e Domenico De Martino (direttore artistico di Dante2021).

i Dante2021). Seguirà alle 17.30 l’intervento di un ospite in arrivo dalla - non più così lontana - Cina, il professor Wen Zheng, docente di lingua e letteratura italiana dell’Università degli Studi Internazionali di Pechino (BFSU), nonché vice presidente dell’Associazione di Studi Italiani della Cina. Il vasto e vario impegno del professor Wen, traduttore di numerosissime opere italiane - è per altro segretario dell’associazione Nazionale Cinese di Traduttori Italo-Cinese - ma anche autore di saggi e testi didattici per l’insegnamento dell’italiano, è stato riconosciuto con il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia nel 2012. Con Dante e le sue opere in Cina il professor Wen svelerà quale ruolo il Poeta ha svolto in passato e quale svolge oggi nella crescente attenzione che la cultura e la lingua italiana stanno conquistando in Cina.

Alle 18.30 l’inaugurazione della mostra ‘Tre cantiche in astratto’, che affianca in un dialogo serrato tre opere dell’artista fiorentino Luca Brandi - dedicate a Inferno, Purgatorio e Paradiso - a tre composizioni del poeta pavese Andrea De Alberti, legate a citazioni dalle cantiche che hanno per comune denominatore la parola letto (Inferno XIV, v. 9; Purgatorio X, v. 15; Paradiso XXX, v. 3). Nella formazione di Brandi - classe ’61 - si incontrano due mondi apparentemente distanti: da una parte le chiese di Firenze, che l’artista frequentava mentre, giovanissimo, aiutava il proprio maestro nella produzione di icone sacre, e dall’altra la scoperta dell’arte minimalista di Richard Serra, Brice Marden, Frank Stella. Da allora i quadri di Brandi, già esposti in sedi prestigiose quali Palazzo Rosso a Genova, si basano sulla sovrapposizione di strati di colori spesso metallici; ma, piuttosto che sancire il trionfo di un immobile astrattismo, evocano profondità di velluti, fragranze di carta, un’eco di tormentata spiritualità in bagliori tonali. Andrea De Alberti - la cui ultima raccolta Dall’interno della specie è stata pubblicata nella collana bianca di Einaudi - riconduce, con procedimento simmetrico, la «alta fantasia» di Dante, metaforica e spiritualizzante, alle dimensioni dell’esperienza quotidiana, conservandone tuttavia la tensione astrattiva. La mostra è presentata nel catalogo da un ampio saggio di Andrea Cortellessa, storico della letteratura e critico letterario tra i più agguerriti, nonché collaboratore di Rai Radio 3.

La sera stessa, alle ore 21, la Basilica di San Francesco ospiterà ‘La musica dei Cieli’, il concerto del pluripremiato Coro Polifonico di Ruda (Udine), diretto da Fabiana Noro e accompagnato da Manuel Tomadin all’organo e Gabriele Rampogna alle percussioni. Il programma dell’appuntamento, promosso e offerto dall’Associazione Musicale Angelo Mariani di Ravenna, si articola come un viaggio musicale tra i dieci Cieli del Paradiso dantesco: a ogni Cielo è associato un brano per voci maschili, con particolare e significativa attenzione ad autori italiani e stranieri contemporanei e del XX secolo, con solo due eccezioni sette-ottocentesche. Alcuni passaggi - tra quelli che rimandano a personaggi legati alla città come l’imperatore Giustiniano ritratto nei mosaici di San Vitale, il ravennate san Pier Damiani o San Francesco cui è dedicata la “chiesa di Dante”- saranno introdotti dalle letture del Paradiso affidate all’attore Lorenzo Ciompi. Dopo l’apertura con il ‘De Profundis’ di Arvo Pärt, il programma include brani di musica sacra firmati dagli italiani Riccardo Giavina e Giovanni Bonato, accanto a svariati compositori europei, nonché all’americano Eric Whitacre, vincitore di un Grammy proprio per la musica corale.