Ravenna, 11 marzo 2018 – Proseguono le polemiche intorno allo spettacolo ‘Delitto e castigo’, prodotto da Ert – Emilia-Romagna Teatro per celebrare i suoi 40 anni e che andrà in scena martedì 13 marzo alle 21, al Teatro Alighieri di Ravenna.

Dopo aver mandato su tutte le furie il Popolo della famiglia di Ravenna, anche l’associazione culturale San Michele Arcangelo aderisce e si unisce alla protesta per lo spettacolo di F. Dostoevskij nell’adattamento dissacratorio, irriverente e provocatorio della fede cristiana del regista russo Konstantin Bogomolov.

«Le immagini – si legge in una nota dell’associazione ravennate –, già diffuse sulla rete e sui mezzi di comunicazione sociale, relative a questo lavoro teatrale mostrano infatti una esibizione del tutto inaccettabile del Crocifisso, proposto con fattezze ambigue e inquietanti. Le cronache e le critiche delle rappresentazioni già messe in scena in altri contesti teatrali sono unanimi nell'affermare che nel contesto della esposizione sul palcoscenico del simbolo della nostra religione sarebbero previsti, nell'ambito dello spettacolo stesso, anche simulazioni di atti pornografici. L'associazione ritiene del tutto oltraggioso nei confronti dell'onore di Gesù Cristo, nostro Dio, questa discutibile scelta artistica ed evidenzia altresì come queste infelici iniziative offendano la sensibilità dei credenti».

A essere sotto accusa è anche l’impiego di pubbliche risorse per ‘finanziare operazioni culturali che hanno il tratto della più volgare propaganda antireligiosa’. «Non è giustificabile – conclude l’associazione San Michele Arcangelo –. Esse evocano altresì, senza alcuno sforzo, le campagne per il condizionamento ideologico anticristiano e per il lavaggio del cervello delle masse sostenute dai peggiori regimi totalitari del Ventesimo secolo».