Ravenna, 29 ottobre 2021 - Terza udienza del processo per l'omicidio di Ilenia Fabbri, avvenuto il 6 febbraio scorso, uccisa da Pierluigi Barbieri, cervese trapiantato nel Reggiano e reo confesso, secondo la procura su mandato del marito Claudio Nanni. In aula hanno parlato le due Arianne, cioè la figlia e l'allora compagna. Quest'ultima ha raccontato di avere sentito Ilenia gridare ("basta, ti prego smettila") , aver visto un uomo di spalle che correva giù per le scale e di essersi chiusa in casa per paura. La giovane ha poi chiamato la compagna, che si trovava in auto col padre diretta ad acquistare un'auto ed è stata sentita la lunga telefonata tra le due ragazze dalla quale emergono quei momenti concitati.

Aggiornamento Omicidio di Ilenia Fabbri, le amiche: "Sapeva che il marito l'avrebbe uccisa"

Nel pomeriggio l'avvocato divorzista della Fabbri, Stefania Sangiorgi, ha spiegato che Ilenia aveva più volte denunciato le aggressioni fisiche del marito e durante udienze aveva paura di lui. "teneva per la sua incolumità e credeva che Claudio l'avrebbe fatta fuori. Anzi - diceva- non lo farà neanche lui, mi manderà qualcuno...".  

Claudio Nanni e Ilenia Fabbri: padre e figlia faccia a faccia in aula (foto Corelli)

Ilenia Fabbri: buca, acido e linguaggio in codice. "Avevano già tentato di ucciderla" - Processo omicidio Ilenia Fabbri, Arianna al papà: "Non piagnucolare e vai più forte"

Il filo. La prima Arianna è la figlia della coppia, che all’alba del 6 febbraio scorso era in auto col padre mentre Barbieri uccideva la madre. L’altra è la sua ex compagna, testimone quasi oculare dell’omicidio in quanto era rimasta nella casa di via Corbara, sentì dei rumori, intravide la sagoma del killer poi si chiuse a chiave in camera.

Il focus Ilenia Fabbri, il fidanzato chiede un milione di euro - Il padre chiuso in gabbia La sfida in aula di Arianna

false

La lettera. Intanto emerge una novità, destinata a mutare gli equilibri dell’intera vicenda. La figlia Arianna avrebbe rotto col padre. Decisiva una lettera che Claudio Nanni le ha recapitato una decina di giorni fa dal carcere, dopo che la Corte d’Assise aveva negato l’ennesima richiesta di incontro tra padre e figlia. Una lettera che Arianna non avrebbe gradito in ragione dei contenuti, al momento non noti. Intanto alla scorsa udienza, accogliendo proprio la richiesta della figlia, la Corte ha disposto il sequestro conservativo di tutti i beni immobili sia di Nanni sia di Barbieri, con quest’ultimo che risulta nullatenente e addirittura domiciliato presso il palazzo comunale di Rubiera.

Coltello e torta. Il coltello usato per sgozzare Ilenia, una lama in ceramica recuperata nel lavello, ironia della sorte, giusto la sera prima era servito per tagliare la torta e tramezzini nella festa per l’anniversario di fidanzamento di Arianna con la sua omonima. Può apparire un dettaglio irrilevante, ma non lo è. Al contrario, per l’accusa è il contesto che ha fatto saltare il piano originario, con lo Zingaro che – per sua ammissione – avrebbe dovuto simulare un furto finito in maniera cruenta, con Ilenia colpita con un martello e buttata giù dalle scale. Ma per gli investigatori della Mobile il presunto mandante, Nanni, era all’oscuro di questa festa, non sapeva che la fidanzata della figlia sarebbe rimasta lì a dormire.

Omicidio Faenza: nel cellulare di Nanni le parole del delitto

Killer in confusione. Proprio sentendo quel trambusto l’Arianna ospite si allarma, telefona alla compagna, che in quel momento è l’alibi del padre trovandosi in auto con lui diretta a Milano a ritirare una vettura. Subito dopo Arianna figlia telefona alla polizia e alla madre, il suono del cellulare manda in confusione Barbieri, il quale non si accorge della presenza in casa di una terza persona, ma viene disturbato anche dal suono del campanello perché nel frattempo i rumori hanno allarmato anche i vicini. A quel punto, d opo avere inseguito la donna per le scale, prende il coltello usato la sera prima e, sempre secondo l’accusa, completa nel seminterrato il lavoro ordinatogli da Nanni, cioè che Ilenia non avrebbe dovuto uscire viva. Nanni, nelle prime 48 ore dopo l’omicidio, probabilmente non era neppure tra gli indiziati. E il nome di Barbieri verrà fuori successivamente, proprio dal suo cellulare. Ma se il giorno prima non ci fosse stata quella particolare ricorrenza, e nessuna ospite nella casa di via Corbara, forse il sicario avrebbe portato a termine il piano nella maniera concordata. Nessuno avrebbe contattato in tempo reale la figlia, che subito telefonò alla polizia, mandando in confusione anche il padre che, a detta degli investigatori, tornando indietro in autostrada accelerò appena ai 110 e una volta davanti a casa non chiese informazioni. .