Gli anni scorsi, in questi giorni, le strutture che danno ospitalità a chi è senza fissa dimora erano stracolme, con numeri da emergenza. Quest’anno, a sorpresa, ci sono ancora posti disponibili. Le limitazioni dovute alla pandemia hanno limitato, se non vietato, le limitazioni tra le regioni, anche tra i comuni, e questo ha ridotto gli spostamenti delle persone che vivono in strada e che viaggiano spesso. La conferma arriva dall’assessora ai servizi sociali, Valentina Morigi che ricorda come, gli anni scorsi, la situazione era diversa. "Non solo le richieste non sono aumentate con l’arrivo delle...

Gli anni scorsi, in questi giorni, le strutture che danno ospitalità a chi è senza fissa dimora erano stracolme, con numeri da emergenza. Quest’anno, a sorpresa, ci sono ancora posti disponibili. Le limitazioni dovute alla pandemia hanno limitato, se non vietato, le limitazioni tra le regioni, anche tra i comuni, e questo ha ridotto gli spostamenti delle persone che vivono in strada e che viaggiano spesso. La conferma arriva dall’assessora ai servizi sociali, Valentina Morigi che ricorda come, gli anni scorsi, la situazione era diversa.

"Non solo le richieste non sono aumentate con l’arrivo delle basse temperature – spiega – ma abbiamo ancora posti liberi. Gli anni scorsi in questo periodo affrontavamo situazioni ben diverse, e avevamo già attivato i posti di emergenza, perché fuori non abbiamo mai lasciato nessuno. Quest’anno le limitazioni ala mobilità hanno cambiato lo scenario". Sul territorio ravennate sono quattro le strutture di accoglienza di persone senza tetto. Il Re di Girgenti in via Mangagnina, il dormitorio di via Torre, quello di San Rocco, Il buon samaritano, e la Casa dei popoli a Piangipane. Per un totale di circa ottanta posti letto. "Al momento – dice Valentina Morigi – l’unica struttura piena è quella di Piangipane. Le altre hanno ancora posto. Nelle ultime ore abbiamo ricevuto tre nuove richieste di persone che cercavano un posto per dormire ed è partita la procedura per accoglierli". Significa che queste persone sono state accolte in una struttura temporanea e nel frattempo è stato prenotato il tampone. Rimarranno nella struttura fino al risultato, se sono negativi prendono posto in una delle strutture presenti sul territorio. Nel caso di positività vengono trasferite nel Covid Hotel. "Le norme di sicurezza imposte dal Covid – conclude l’assessora – hanno comportato la perdita di pochissimi posti letto, un paio al massimo, perché le strutture presentavano già spazi ampi e distanziati".

Al Re di Girgenti è stata creata una stanzetta singola da utilizzare, nel caso ce ne fosse bisogno, per l’isolamento. "In questo momento – racconta Carla Soprani, responsabile della struttura – ci sono tredici persone. E una è in attesa. I posti sarebbero in condizioni normali ventuno, con le limitazioni dovute al Covid ne abbiamo persi un paio". Gli ospiti, prima di entrare, si sottopongono a tampone e dal 14 novembre la struttura consente, anzi richiede, di rimanere tutto il giorno all’interno e non solo per la notte, come è sempre avvenuto. "Escono solo quelli che devono andare a lavorare – sottolinea Carla Soprani – mentre gli altri rimangono. E non si può fare diversamente se vogliamo evitare il contagio. Ognuno deve di noi deve tenere un comportamento responsabile, è importante. Finora, nella nostra struttura, abbiamo seguito le regole e siamo stati fortunati perché non abbiamo avuto casi. E vorremmo che continuasse ad andare così". Anche il Re di Girgenti tre giorni a settimana effettua la distribuzione dei pacchi alimentati alle famiglie, seguendone un centinaio.

Annamaria Corrado