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25 mag 2022

E gli studenti seguono le lezioni in dad

Tanti si collegano con le scuole ucraine. Associazione Malva: "È vero che molti profughi ripartono. Anche perché qui la vita è cara"

25 mag 2022
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto
Alcuni rifugiati ucraini mentre lasciano il Paese in treno, nei primi giorni del conflitto

Kateryna Shmorhay è la presidente dell’associazione Malva, punto di riferimento per la comunità ucraina sul territorio. Dall’inizio della guerra è in prima linea nell’organizzazione degli aiuti e dell’accoglienza dei suoi connazionali.

Kateryna, diversi ucraini stanno tornando indietro. Perché?

"Molti partono perché la vita è cara. Una signora che conosco aveva ospitato da subito nove persone, tutte donne con bambini con cui aveva legami di parentela. Sono tutti ripartiti".

Tornano tutti in Ucraina?

"Sì, quasi tutti. Ma c’è chi si ferma in Polonia, dove è più facile trovare un lavoro. Una mia amica è tornata in Ucraina, a Leopoli, dopo essere stata qui due mesi".

Significa che la situazione è tranquilla? Almeno in alcune zone?

"Non esistono zone tranquille in questo momento in Ucraina. Ci sono luoghi in cui si combatte ed è molto pericoloso, ed altri in cui non si combatte, quindi si potrebbe dire che la situazione è più tranquilla, ma c’è sempre il rischio di essere colpiti da missili. Tutti hanno lasciato mariti, figli, familiari, anche per questo vogliono tornare".

Anche la sua famiglia è rimasta in Ucraina.

"Sì. Mia sorella deve partorire a settembre e non si è voluta muovere. Anche i miei genitori sono rimasti e non si vogliono spostare, nella speranza che tutto questo finisca presto".

Dove vivono?

"In campagna, vicino Leopoli. Cercano di resistere".

Tra i bambini arrivati a Ravenna alcuni frequentano le scuole in presenza, altri seguono in dad le lezioni nel loro Paese. Con che criteri è stata fatta una scelta?

"In presenza seguono prevalentemente i bambini piccoli, fino alle elementari. Per loro è più semplice anche se non parlano italiano. Per i grandi è più difficile e sono più consapevoli della situazione terribile che stanno vivendo. Per questo hanno preferito continuare a seguire on line le lezioni della loro scuola".

Dal 3 al 5 giugno ci sarà il Festival delle culture. La comunità ucraina parteciperà?

"Certo e l’esibizione sarà dedicata al nostro Paese, sarà l’ennesimo grido di aiuto che lanciamo perché la guerra finisca. Hanno accettato di esibirsi anche due artisti del teatro di Kiev di quelli che hanno trovato accoglienza a Ravenna, per noi sarà un grande onore. Stiamo scoprendo che tra i profughi ci sono musicisti, cantanti e anche loro parteciperanno al Festival".

a.cor.

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