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1 giu 2022

"Era lui a chiamarmi, mi ha manipolato"

Stalking: la 39enne di Conselice arrestata a Rimini si difende davanti al gip. Per ora resta in carcere ma a breve andrà in una struttura

1 giu 2022
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno
La conselicese è stata arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno

Era lui che continuava a cercarla anche tramite Facebook chiedendole di andare a Rimini: e lei è stata solo la vittima di una manipolazione ordita dall’uomo. E’ quanto in buona sostanza ieri mattina davanti al gip riminese Benedetta Vitolo ha sostenuto la 39enne di Conselice arrestata a Rimini sabato scorso dalla polizia dopo avere avvicinato l’ex compagno, un 43enne, per parlargli con urgenza, come riferito a caldo dalla donna agli agenti.

Sulla 39enne del resto pendeva un divieto di avvicinamento in ragione dell’apertura di un procedimento per stalking (l’avvio del dibattimento è fissato per lunedì). Il giudice, dopo avere convalidato l’arresto, ha applicato la custodia cautelare in carcere come chiesto dal pm Davide Ercolani rilevando che la donna non è in grado di rispettare il divieto di avvicinarsi all’ex. Ma ha anche precisato come il quadro psichiatrico descritto dai difensori - gli avvocati Paola Bravi ed Emanuele Fregola del Foro di Ravenna - suggerisca la necessità di intraprendere un percorso in una idonea struttura.

E qui la vicenda, almeno nella prospettazione difensiva, prende tutt’altra piega legata all’ingente patrimonio della donna e alle sue condizioni psicologiche. Una strada che in particolare è possibile dedurre dal tenore di taluni messaggi allegati dai difensori alla documentazione depositata davanti al gip Vitolo e inviati dall’ex fidanzato a un amico: l’uomo, credendo che il padre della 39enne fosse deceduto, aveva scritto: "Ha lasciato a lei una villa a Cotignola con 8 camere, piscina ulivi. Più un appartamento con giardino. E aveva una casa a Canazei. (...). Più 2 milioni di euro a testa. La sposoooo".

Sempre dalle carte ora in mano al gip, emerge che nel percorso di valutazione intrapreso di recente davanti allo psichiatra Roberto Zanfini, direttore del centro di salute mentale di Ravenna, la donna è afflitta da difetto cognitivo e disturbo ossessivo: come dire che era facile al plagio. Da qui probabilmente la scelta di affidare al giudice altri messaggi dai quali per le difese emerge che lui l’aveva in varie occasioni chiamata a Rimini nonostante la misura restrittiva pendente vincendo le prime titubanze di lei. Anzi, l’avrebbe attirata pure attraverso profili Facebook creati con nick name. Non è escluso che a breve la donna possa essere ospitata in una struttura per un adeguato percorso terapeutico.

Il 43enne da parte sua ha invece fin qui rappresentato una situazione fatta di ansie e persecuzioni legate alla gelosia di lei e alla sua possessività con escalation dopo la fine del rapporto e l’ultimo atto sabato scorso quando lui, che si trovava al bar con amici, a un certo punto ha notato che la ex lo stava aspettando fuori dal locale.

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