Ravenna, 7 settembre 2018 - C’è una indagata per i raid messi a segno nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso contro la commemorazione dell’anniversario della morte del gerarca fascista Ettore Muti. Si tratta di una ultra-cinquantenne ravennate che deve ora rispondere di danneggiamenti aggravati presumibilmente in ragione di una scritta («ora e sempre resistenza») realizzata quella stessa notte sul muro di un chiosco del cimitero accanto a una svastica schiacciata da un martello e subito coperta con vernice bianca da personale del Comune.

I carabinieri di via Alberoni intervenuti verso le 0.30 dopo la segnalazione di un pescatore del Candiano, oltre alla scritta avevano trovato anche uno striscione appeso alla pensilina della vicina fermata dell’autobus con la medesima frase in stampatello («ora e sempre resistenza») realizzata con vernice rossa accanto a una stella a cinque punte.

Nemmeno mezz’ora dopo, una pattuglia del Radiomobile aveva perquisito la casa della sospettata sequestrando vario materiale tra cui due bombolette spray di vernice rossa, un adesivo su un disco orario raffigurante una svastica, forbici, guanti e vari rotoli di scotch. In quella stessa notte diversi altri raid di protesta contro la celebrazione per Muti, erano stati messi a segno in vari punti della città: non è detto tuttavia che dietro ci sia stata sempre la mano dell’indagata, difesa dall’avvocato Gian Luigi Manaresi.

Le altre azioni comunque sembrano a prima vista più inquadrabili in illeciti amministrativi e non penali, come l’abbandono di rifiuti solidi o la parziale copertura della segnaletica stradale. In particolare all’1.30 la polizia aveva trovato su via Bassi, angolo via di Roma, un manichino appeso alle segnaletica con foto di Muti, svastica e celtica in vernice spray; alle 2 in viale Alberti, angolo via Brunelleschi, stesso rinvenimento; alle 7.50 in via Montanari altro manichino con scritta contro Muti. Un manichino era stato infine trovato alle 8.30 anche su via di Roma angolo piazzale Segurini. Preludio di tensioni tra opposte fazioni che durante la manifestazione di quel mattino davanti al cimitero, erano state smorzate sul nascere dalle forze dell’ordine.