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11 mag 2022

Evasore fiscale a Ravenna gioca online 500mila euro

L'uomo, un cinquantenne di Faenza, è stato individuato dai militari faentini mediante controlli incrociati

11 mag 2022
luigi scardovi
Cronaca
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L'operazione della Guardia di Finanza
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L'operazione della Guardia di Finanza

Faenza (Ravenna), 11 maggio 2022 - Nonostante la dichiarazione di un modesto reddito annuo, è risultato aver giocato on line, nel periodo che va dal 2016 al 2020, oltre mezzo milione di euro. Somma di cui non ha saputo fornire giustificazione. Stiamo parlando di un 50enne faentino, dipendente di un’impresa locale di vendita all’ingrosso di capi di abbigliamento, che a conclusione di un controllo fiscale da parte della Compagnia Guardia di Finanza di Faenza, è stato segnalato all’Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte evase per un oltre 223mila euro.

L’individuazione dell’evasore fiscale si è resa possibile grazie all’incrocio delle banche dati a disposizione del Corpo per il monitoraggio ed il controllo dei conti di gioco riconducibili a persone dedite abitualmente al gioco on line e che risultano aver effettuato ricariche e giocate per importi complessivi sproporzionati ed incongrui rispetto al reddito dichiarato dal proprio nucleo familiare. Alla luce di tali anomalie sono state avviate mirate indagini, anche ai fini antiriclaggio, con la ricostruzione puntuale dei movimenti bancari del giocatore. Indagini che hanno consentito di rilevare numerosi accrediti di denaro, come detto negli anni dal 2016 al 2020, di cui il beneficiario non ha saputo fornire idonea e documentata giustificazione.

A conclusione degli accertamenti svolti e dopo aver adempiuto al formale contraddittorio con la parte è stato appurato che la gran parte di tali somme, per complessivi 514mila euro erano proventi non dichiarati al fisco e quindi da sottoporre a tassazione, ora per allora. Pertanto il relativo verbale di constatazione è stato trasmesso all’Agenzia delle Entrate di Ravenna per l’accertamento delle imposte evase, quantificate in oltre 223mila euro, e l’irrogazione delle sanzioni amministrative connesse alla presentazione di dichiarazioni fiscali riportanti redditi infedeli per tutti gli anni investigati.    

 

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