Fondazione, il futuro è incerto: "Tanti interessi, non tutti nobili"

Il sindaco: "Ora si avanzi un progetto che possa prevedere anche la nascita di un nuovo soggetto"

Fondazione, il futuro è incerto: "Tanti interessi, non tutti nobili"

Fondazione, il futuro è incerto: "Tanti interessi, non tutti nobili"

La fusione per incorporazione fra la Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo e l’analoga Fondazione imolese avrebbe potuto rappresentare per l’ente lughese una valida ancora di salvataggio rispetto al forte indebitamento di cui è gravata. Il progetto è stato definitivamente affossato nel pomeriggio di lunedì per la mancanza della maggioranza qualificata richiesta all’interno del consiglio di indirizzo chiamato a esprimersi. A fronte di questo risultato, sta tornando ad aleggiare sul futuro della Fondazione lughese, rimasta nel contempo senza presidente, dimissionario dopo la bocciatura, lo spettro del commissariamento. Dal canto suo l’amministrazione, rappresentata nell’assemblea dei soci dal sindaco, auspica nuove soluzioni e si mette a disposizione per tentare di salvare il salvabile.

"Non è compito mio esprimere giudizi sulle decisioni assunte da un organismo autonomo – spiega il primo cittadino, Davide Ranalli –. Io mi sono espresso in assemblea, sottolineando i rischi di una gestione muscolare di un percorso delicato che avrebbe, invece, necessitato di una condivisione ampia. Per questo durante l’assemblea mi sono astenuto, suggerendo di rinviare il consiglio di indirizzo e provare a costruire una sintesi tra le parti. Il mio suggerimento è caduto nel vuoto e il risultato è stato questo. Ora occorre capire da dove ripartire perché da una situazione di criticità si possano gettare le basi per ridefinire un progetto credibile che abbia a cuore lo sviluppo del nostro territorio. Se verremo ascoltati e coinvolti proveremo a dare una mano a raccogliere i cocci che altri hanno prodotto e a ripartire".

Lo scenario che si apre non è certamente dei migliori. "Il clima che si è generato è di divisione e si sono saldati interessi diversi: alcuni nobili, come il rilancio di un territorio, altri meno, come la conservazione di posti nei luoghi delle decisioni – continua –. Occorre raccogliere le migliori energie della nostra città e del nostro territorio per recuperare la credibilità perduta e avanzare un progetto che possa anche prevedere la nascita di un nuovo soggetto che dialoghi con altre fondazioni per rendere il territorio della Bassa Romagna ancora più competitivo".

Per il territorio lughese, che avrebbe beneficiato della ricaduta dei fondi messi a disposizione a livello nazionale per favorire le fusioni fra le fondazioni (cifra che corrisponde a oltre 3 milioni di euro spalmati in un quinquennio), si potrebbe trattare di una opportunità sfumata. "Io sono un ottimista di natura e penso che, più che un’occasione persa, si possa considerare come una partita dove non è stata tenuta in sufficiente considerazione la posta in gioco. Avevo colto, già al tempo delle nomine del nuovo corso, un modus operandi che non teneva conto della complessità e della storia profonda della nostra Fondazione ma – aggiunge Ranalli –. Sono sempre rispettoso dell’autonomia degli enti e non ho mai voluto interferire con le decisioni assunte. Con il senno di poi mi verrebbe da dire che sarebbe stato meglio farlo per evitare questa situazione. Per questo mi auguro che se dovessero emergere altri progetti vengano condivisi anche con l’amministrazione. Saremo lieti di dire la nostra".

Monia Savioli