"Frana sotto la casa Dormiamo in auto"

Casola, la coppia vuole rientrare: "Le nostre segnalazioni ignorate"

"Frana sotto la casa  Dormiamo in auto"

"Frana sotto la casa Dormiamo in auto"

È da due settimane che i coniugi Angelo Ciavorella e Barbara Pontini, residenti a Casola Valsenio, sono costretti a dormire in auto in seguito a un’ordinanza di sgombero della loro abitazione, in via Peschiera, uno stradello che si affaccia sul fiume Senio appena sotto l’abitato, lungo il quale si trova la casa che la coppia ha acquistato e occupato da quattro mesi. "Le piogge d’inizio maggio – racconta Barbara Pontini – hanno provocato la rottura di tubo di captazione del rio Peschiera che da un campo vicino si è girato, convogliando l’acqua verso la nostra proprietà. Ciò ha creato un rischio di franamento per la posizione sovrastante il fiume, rischio che abbiamo segnalato al Comune. Come purtroppo previsto, le pesanti piogge del 16 maggio hanno scavato sotto il porticato che regge un piazzale di cemento adiacente all’abitazione. Di qui uno smottamento del terreno ha creato un vuoto sotto il piano del porticato che abbiamo segnalato al Comune. Dopo tre giorni, su sollecitazione di un nostro vicino, è intervenuto un tecnico della Cooperativa Montana, con la supervisione di un operaio comunale, che ha sistemato il tubo in modo che l’acqua defluisse verso il fiume. Solo il primo giugno è stato effettuato un sopralluogo da parte dei vigili del fuoco".

In seguito all’esito del sopralluogo, il sindaco di Casola Valsenio ha emesso il 14 giugno un’ordinanza di sgombero dell’abitazione della coppia e di altre due vicine. Non essendo disponibili locali comunali, agli sfollati è stata offerta la possibilità di trasferirsi nel Centro di accoglienza, allestito nella palestra comunale. "Una proposta che non ho potuto accettare – prosegue Pontini –: in quanto invalida non posso utilizzare una brandina. Da tener anche conto che svolgo un lavoro da casa come dipendente Usl e che abbiamo due cani che sarebbero finiti nel canile allestito dalla Lav, ma si tratta di cani affidatici dalla Lega del Cane, non gestibili da altri. A fronte della nostra esigenza di rientrare nell’abitazione ci è stato detto che dovremmo pagarci il geologo il quale, dopo le verifiche, si dovrebbe assumere la responsabilità del rientro. Un’ipotesi che non ci sta bene, come non ci sta bene l’inclusione della nostra situazione nel grande ‘calderone’ delle frane perché riteniamo che lo smottamento dipenda dal mancato intervento del Comune quando abbiamo fatto la prima segnalazione, antecedente alle piogge disastrose del 16 maggio".

Martedì c’è stato un incontro tra Barbara Pontini, il sindaco Giorgio Sagrini e l’assessore Flavio Sartoni, ma a tutt’oggi la situazione non si è sbloccata: la coppia deve ancora dormire in auto, ma l’amministrazione si è detta propensa a risolvere la questione compatibilmente con il gravoso impegno economico e organizzativo a cui deve far fronte per le centinaia di frane che hanno devastato il Casolano.