Ravenna, 8 settembre 2018 - Davanti alla «gravissima situazione di degrado» che da tempo caratterizza «l’area in oggetto situata nel centro di Ravenna», l’interesse pubblico deve prevalere su quello commerciale. Il Tar di Bologna ha risposto picche ai tre negozianti dell’isola San Giovanni che avevano chiesto in via urgente precautelare di sospendere l’ordinanza del 20 agosto scorso sulla limitazione degli orari di vendita e somministrazione degli alcolici. Si tratta di tre esercenti di origine bengalese – il gestore di un alimentari di via di Roma, di una macelleria di viale Pallavicini e di un negozio di bigiotteria e altro nel medesimo viale – che si erano rivolti all’avvocato Andrea Maestri invocando tra le altre cose la libertà di iniziativa economica costituzionalmente garantita.

Il decreto a firma del giudice Giancarlo Mozzarelli è perentorio, di quelli che lasciano ben poche speranze alla causa di merito, perché, vi si legge, nella «doverosa comparazione dei contrapposti interessi», cioè quello dei tre imprenditori da una parte e dei cittadini dall’altra, in questa fase «risulta necessariamente prevalente la tutela della salvaguardia della sicurezza collettiva e del decoro urbano».

L’interesse definito «meramente commerciale» deve insomma farsi da parte. Il giudice ha qui citato pure un ricorso analogo «patrocinato dal medesimo difensore» sempre su Ravenna. Si tratta quello che Sujan Khan, commerciante di origine bengalese, aveva inoltrato per chiedere di sospendere l’ordinanza comunale che all’epoca (dall’11 luglio e per un mese) aveva imposto al negozio ‘Khan alimentari’ di via Gulli di chiudere alle 20 anziché alle 24.

Anche quella volta lo stesso giudice aveva detto no alla sospensione del provvedimento «a fronte della gravissima e vergognosa situazione di degrado esistente da tempo nell’area in oggetto situata nel centro abitato della città di Ravenna». Il commerciante, dopo un incontro sul punto in Comune, aveva infine rinunciato al ricorso. Medesima scelta potrebbe ora essere compiuta anche dai tre negozianti, sia alla luce della netta decisione del Tar che del fatto che la causa di merito è stata fissata per il 27 settembre mentre l’ordinanza per l’isola San Giovanni scadrà il 19. L’ordinanza gemella, quella applicata per il quartiere Gulli, scadrà nello stesso periodo. Naturalmente non è escluso che il Comune, forte anche del parere positivo incassato per due volte dal Tar, a necessità voglia un domani insistere nell’azione di limitazione degli orari per gli alcolici. Sul caso dei tre, l’avvocato Maestri si è però riservato un eventuale ricorso alla Corte Europea in materia di giusto processo.