La protesta dei lavoratori del porto a Ravenna (foto Zani)
La protesta dei lavoratori del porto a Ravenna (foto Zani)

Ravenna, 18 ottobre 2021 - Il gruppo di lavoratori del porto di Ravenna in presidio per contestare l'obbligo del Green pass, che questa mattina era costituito da poche decine di persone, si è allargato a circa quattrocento. Il corteo prima ha causato qualche rallentamento per l'ingresso dei camion al porto, poi si è diviso in due gruppi. Uno dei due si è spostato sulla via Classicana, bloccando completamente il passaggio dei mezzi, in particolare camion che transitano per trasportare le merci.

I manifestanti, scortati dalle forze dell'ordine, non sono solo di Ravenna ma provengono anche da altre città dell'Emilia Romagna e delle Marche. Si registrano tensioni legate in particolare al blocco dei camion.

"In risposta all'azione di Trieste, contro il vergognoso e anticostituzionale certificato verde - viene sottolineato in una nota - anche il porto di Ravenna vuole essere fulcro di attività di resistenza alla deriva antidemocratica in cui si trova il paese".

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"Intendiamo con questa azione - si legge in un comunicato di Portuali Ravenna Liberi - dare il nostro contributo territoriale ad un'azione nazionale che vede nei porti i punti di aggregazione, ma che raccoglie il malessere di tutte le categorie di lavoratori, dai sanitari agli insegnanti passando per ogni attivita' privata, stanchi di ricatti e imposizioni".

"Ognuno ha diritto di manifestare ed esprimere le proprie idee - ha sottolineato Marcello Santarelli, Filt Cigl -  ma ciò presuppone anche assumersi delle responsabilità: quello che hanno fatto alcuni lavoratori è a discapito di molti più lavoratori che non sono messi nelle condizioni di lavorare e c'è una questione di sicurezza grande come una casa".

Anche dall'Autorità portuale confermano il disagio di questa giornata 'calda': "In mattinata i terminal hanno lavorato regolarmente - spiegano da via Antico Squero - poi i manifestanti si sono spostati bloccando un'arteria di collegamento del porto e in un lato ne è stata compromessa la sua operatività".

"Ho aspettato la conclusione della manifestazione dei finti portuali a Ravenna per esprimere la mia più assoluta solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici del porto, agli autotrasportatori, alle forze dell'ordine e a tutti i cittadini e le cittadine che a causa del comportamento irresponsabile di poche persone, di cui diverse provenienti da fuori Ravenna, hanno vissuto ore di disagio e problemi nell'esercizio del proprio lavoro". Parole del sindaco Michele De Pascale.

"I manifestanti non hanno minimamente rispettato le prescrizioni date dall'autorità di pubblica sicurezza e hanno creato enormi problemi alla viabilità del porto e di tutta la città. Città e porto che, torno a ribadire, in molti casi nemmeno conoscevano - ha aggiunto nel comunicato -. Solo grazie alla professionalità degli uomini e delle donne delle forze dell'ordine e di polizia si sono evitati problemi più seri e si è riusciti infine a ripristinare la piena accessibilità dell'area portuale. L'auspicio di tutti i cittadini e le cittadine per bene, a prescindere dalle opinioni politiche o persino sul green pass, non può che essere che chiunque abbia commesso illeciti sia tempestivamente identificato e segnalato all'autorità giudiziaria per i diversi profili di reato verificatisi".

"Il messaggio chiaro che va mandato a tutta Italia e al mercato della logistica - ha aggiunto De Pascale - è che i lavoratori e le lavoratrici del Porto di Ravenna sono state le vittime di questi comportamenti e non certo i loro artefici, e che il Porto è pienamente operativo e accessibile con la consueta e riconosciuta efficienza e professionalità. Non sono solito scendere in polemiche politiche ma non posso negare di essere rimasto sconvolto dalla solidarietà espressa ai manifestanti da parte della Lega Romagna, in particolare dal consigliere comunale Rolando, da quello regionale Liverani e dal segretario Zandoli".

"Un partito con enormi responsabilità di Governo - ha concluso il primo cittadino -, con cui, pur essendone sempre stato fiero oppositore, mi sono sempre confrontato lealmente, non può scendere così in basso, schierandosi contro i lavoratori e gli imprenditori del Porto per non perdere 148, centoquarantotto, voti di No vax. Faccio un ulteriore appello affinché le voci di buon senso, civiche e politiche, della lega e del centrodestra ravennate e romagnolo si dissocino pubblicamente da questi tre esponenti e, almeno su partite così delicate, si faccia fronte comune per sostenere una ripresa economica che è alla nostra portata e non può essere messa a rischio dalla demagogia e dall'irresponsabilità di pochi".

"Fra pochi giorni si insedierà il nuovo consiglio comunale di Ravenna - ha concluso -, sarebbe bello che uno dei suoi primi atti fosse l'approvazione di un ordine del giorno, sottoscritto da maggioranza e opposizione, a sostengo della campagna vaccinale e di ferma condanna delle azioni illecite commesse oggi".