"Hera faccia una donazione per le bollette"

La proposta del consigliere Bertozzi (FdI) contro i conti salati dell’acqua usata per pulire dopo l’alluvione. Il Comune: "Proposta al vaglio"

"Hera faccia una donazione per le bollette"

"Hera faccia una donazione per le bollette"

Quintali, tonnellate d’acqua. Sono quelli che migliaia di faentini hanno dovuto utilizzare nei giorni immediatamente successivi alle due alluvioni del 2 e del 16 maggio per rimuovere il fango dalle loro case o dagli oggetti che sono riusciti a salvare, oltre che per ripulire le strade, qualche volta facendo tornare fango la creta essiccatasi, in modo da poterla lavare via. Acqua ed energia che avranno un costo: gli allacci a cui erano collegati i tubi e i cavi elettrici delle idropulitrici presenteranno nei prossimi mesi dei conti salati – salatissimi viste le migliaia di litri utilizzate – ai rispettivi titolari, siano essi dei privati o delle attività commerciali. Un tema emerso con forza durante la riunione straordinaria della commissione Ambiente e assetto del territorio: "La quasi totalità delle famiglie e delle imprese alluvionate – evidenzia il consigliere di Fratelli d’Italia Stefano Bertozzi – si ritroverà nei prossimi mesi a dover sostenere costi esorbitanti per il consumo di acqua legato alle operazioni di pulizia delle proprie abitazioni e attività".

In quei giorni gli allacci funzionanti erano diventati uno dei beni più preziosi: molte persone hanno messo i propri a disposizione di vicini, amici, anche di sconosciuti e non solo. "In alcuni casi gli stessi soccorritori sono stati costretti a utilizzare utenze domestiche per gli interventi in emergenza: l’acqua è stata utilizzata per pulire e sciogliere il fango, per cercare di rientrare nelle proprie case e porre un minimo rimedio al disastro. I faentini alluvionati pagheranno a caro prezzo ciò che sono stati costretti a fare per colpa di un fatto calamitoso. L’assessore all’Ambiente Luca Ortolani – prosegue Bertozzi – ha spiegato in maniera formalmente ineccepibile il meccanismo alla base della tariffa, spiegando che un possibile sconto nella migliore delle ipotesi diventerà reale non prima di fine 2024".

Troppo tardi secondo Bertozzi: "Se il meccanismo della tariffa è fisso e normato, quello che invece è possibile fare subito è un intervento diretto dell’amministrazione comunale, che ristori con un bonus gli extra-costi sostenuti dai cittadini alluvionati per il consumo di acqua". Un simile impegno da parte del Comune spalancherebbe però una voragine finanziaria, "ed è qui che entra in gioco il ruolo di Hera. La quale da questa situazione emergenziale sta ricavando profitti extra, che ritengo giusto debba restituire alle popolazioni alluvionate. Il sistema più efficace sarebbe quello di effettuare una donazione mirata ai territori colpiti dall’alluvione, così da alimentare un fondo utile per ristorare attraverso specifici bonus l’extra consumo di acqua dei cittadini alluvionati. Non una donazione simbolica insomma – ha evidenziato Bertozzi –, considerando che Hera nel 2022 ha realizzato un utile di 372 milioni di euro".

La multiutility accetterà? Il Comune si farà avanti? L’ipotesi di avanzare a Hera una proposta di questo tipo, spiegano da Palazzo Manfredi, "è al vaglio dell’amministrazione".

Filippo Donati