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26 lug 2022
26 lug 2022

"Il mio romanzo ’puro’ ambientato nel nostro Delta"

È uscito il nuovo lavoro di Matteo Cavezzali pubblicato da Mondadori. L’autore lo presenterà domani alle 21,30 al bagno Hana-Bi di Marina

26 lug 2022
Matteo Cavezzali
Matteo Cavezzali
Matteo Cavezzali
Matteo Cavezzali
Matteo Cavezzali
Matteo Cavezzali

È uscito in questi giorni ‘Il labirinto delle nebbie’, il terzo romanzo di Matteo Cavezzali, quello che però lui ama definire il primo romanzo ‘puro’ perché non ispirato a una storia vera come ‘Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini’ e ‘Nero d’inferno’. Lo scorso anno ha pubblicato anche ‘Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo’ e ‘A morte il tiranno’ da cui è stato tratto l’omonimo podcast.

Cavezzali, il nuovo lavoro è proprio tutto frutto di fantasia?

"La storia sì, ma lo spunto da cui sono partito è qualcosa che è realmente accaduto. Tempo fa ho scoperto che nel parco del Delta del Po c’era per così dire una zona ‘calda’, dove si rifugiavano molti dissidenti e anarchici. Quando scoppiò la prima guerra mondiale, lo Stato pensò bene di mandarli al fronte e la zona si spopolò di uomini".

Dov’è ambientato il romanzo?

"Ho immaginato Afunde, un paesino abitato di sole donne nel primo dopoguerra, perché nessun uomo è sopravvissuto durante i combattimenti bellici. Un territorio pericoloso, un po’ ai confini del mondo, in cui resistono ancora molti retaggi legati alle superstizioni e al folclore pre-cristiano. Qui, un giorno, viene trovato il corpo di una ragazza sgozzata con un misterioso simbolo sul collo".

Protagonista di una vera e propria battuta di caccia al suo assassino, dentro i labirintici percorsi della palude, è Bruno Fosco…

"Sì, un uomo tornato vivo dal fronte della Grande Guerra, ma che non è più lo stesso di quanto è partito. E proprio per questo accetta il ruolo di ispettore in quel paludoso villaggio. Poi ci sono la bellissima e sfuggente Ardea, il sottoposto Della Santa e il vecchio e burbero anarchico Primo".

Il Delta del Po è una zona che conosce bene?

"Sì, perché lo frequento spesso. Il libro vuol essere anche un invito a riscoprirlo, in tutta la sua bellezza che mi diverto a descrivere: una moltitudine di piante e animali, fra cui cavalli selvatici, uccelli e roditori, un habitat strano in cui acque dolci e salate si mescolano, e alcuni angoli nascosti raggiungibili solo con le barchette".

È vero che il romanzo doveva in realtà uscire a marzo?

"Sì. Lo avevo già consegnato e le librerie avevano già fatto l’ordine. I personaggi mi erano rimasti così in testa che una notte ho sognato una scena che mi ha folgorato al punto da voler cambiare il finale e riscrivere alcune parti. Ho chiamato Mondadori ma mi hanno detto che non si poteva…Ma ho mandato il nuovo finale e si sono convinti".

I libri nascono in un ‘colpo solo’ o hanno una gestazione lunga?

"Il percorso è lungo… Quando ho un’idea, in genere scrivo le prime tre pagine e poi vedo se proseguire o meno. Ma a volte può passare del tempo. Come in questo caso, visto che lo avevo iniziato 5 anni fa. Diciamo che sul computer ho l’inizio di almeno 8 romanzi, non so però se tutti vedranno la luce".

Matteo Cavezzali domani sera presenterà ’Il labirinto delle nebbie’ (Mondadori) al bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna alle 21.30, ingresso libero.

Roberta Bezzi

© Riproduzione riservata

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