Il nuovo centro per l’impiego. Più ’green’ col fotovoltaico. Il cantiere finanziato dal Pnrr

Il progetto da oltre 2 milioni dovrà vedere la luce entro il 2026: "Ma sarà pronto anche prima". L’edificio è l’ex caserma dei carabinieri Ragni, in via di Roma all’incrocio con via Venezia.

Il nuovo centro per l’impiego. Più ’green’ col fotovoltaico. Il cantiere finanziato dal Pnrr

Il nuovo centro per l’impiego. Più ’green’ col fotovoltaico. Il cantiere finanziato dal Pnrr

Il nuovo maxi centro per l’impiego sarà ancora più ’green’. Sono in corso i lavori nell’ex caserma Ragni, dove non oltre il 2026 - le tempistiche sono quelle definite dal Pnrr - si trasferirà il servizio che ora si trova in Darsena, in via Teodorico. Un cantiere da 2 milioni e 300mila euro per realizzare, nei grandi spazi dell’edificio che si trova in via di Roma all’incrocio con via Venezia, 54 postazioni per un totale di 19 di back office, un ufficio informativo e uno per la responsabile, 13 postazioni per colloqui di orientamento, 6 per colloqui e incrocio domanda-offerta e infine 14 da utilizzare per i colloqui di accoglienza. Un centro che avrà quindi l’obiettivo di offrire alle aziende e ai lavoratori in cerca di un impiego un servizio ancora più completo e strutturato, e che sarà in centro storico, nell’edificio che in passato ha ospitato la caserma Ragni dei carabinieri e che ora si prepara a un nuovo capitolo, dopo un’intensa ristrutturazione per modernizzarlo.

Il progetto era stato presentato nel 2021, poi tutto era slittato in avanti a causa di un rialzo nei prezzi di circa 100mila a causa della guerra nel frattempo scoppiata in Ucraina e dell’innalzamento generale dei prezzi che ne conseguì. E da allora - era il 2022 - ancora tante cose sono cambiate. Nel frattempo infatti il cantiere è partito e procede spedito, ma il progetto ha anche visto delle modifiche: è diventato più ’green’, innanzitutto, con più fotovoltaico rispetto a quelli che erano i piani iniziali. E anche nel finanziamento ci sono delle novità, visto che inizialmente la spesa doveva essere divisa tra una quota principale da parte dell’Agenzia regionale del lavoro a cui si sarebbero sommate quelle minori da parte del Comune di Ravenna e della Provincia, mentre ora sarà coperta dal fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza.

"È stato inserito nel Pnrr in corsa – dice infatti Paolo Nobile, dirigente del settore Lavori pubblici della Provincia – e questo impone più attenzioni dal punto di vista energetico. Rispetto ai tempi che ci eravamo prefissati inizialmente siamo in ritardo, ma contiamo comunque di finire nel 2025 e sicuramente entro il 2026, che è il termine ultimo imposto dai finanziamenti Pnrr. I lavori procedono bene, abbiamo già rifatto il tetto". A portare avanti il cantiere è il Consorzio edili artigiani ravenna Cear. Il costo dei lavori per ora resta invariato, 2 milioni e 300mila euro, ma è probabile che a causa delle migliorie e degli aumenti che vengono ricalcolati di anno in anno con l’aggiornamento dei prezziari ci saranno dei rincari anche a posteriori.

Sara Servadei