’Il segno dell’acqua’ a Russi. Quando il dramma diventa arte

Andrea Bernabini ha fotografato, filmato e registrato le testimonianze dei giorni più duri dell’alluvione

’Il segno dell’acqua’ a Russi. Quando il dramma diventa arte

’Il segno dell’acqua’ a Russi. Quando il dramma diventa arte

Una riflessione sull’alluvione è quanto propone con la mostra ‘Il segno dell’acqua’ di Andrea Bernabini, artista visivo, che privilegia fotografia e video. L’acqua è quella dell’alluvione del maggio 2023, il segno quello che ha lasciato sui muri di case e capannoni in città e campagna, nei campi distrutti e nelle persone. In quei giorni del maggio 2023 l’artista, dopo aver visto l’acqua irrompere e distruggere il suo studio, ha fotografato, filmato e registrato immagini, rumori e voci, pensieri, paure e agire della gente. La mostra sarà inaugurata venerdì alle 18, presenti oltre a Bernabini, la curatrice Serena Simoni, e la violoncellista Sibilla Berardi che interpreterà alcuni brani. L’esposizione è allestita nella suggestiva e scarna cornice del seicentesco palazzo San Giacomo sul fiume Lamone, alle porte di Russi. "Un luogo particolarmente simbolico – ha notato la sindaca Valentina Palli – per una riflessione sull’alluvione un anno dopo. Perché proprio qui, vicino, fortunatamente per noi sull’altro lato, a Boncellino il Lamone ha rotto due volte gli argini. Pur con 800 utenze colpite Russi è stato un territorio fortunato, colpito molto meno rispetto a altre città e territori. Ma anche per noi ci sono due temi ancora aperti: il riconoscimento e il conseguente rimborso dei danni subiti dai cittadini e il piano, non ancora uscito, per la messa in sicurezza del territorio".

La mostra è allestita nelle sale, recentemente restaurate, al pianterreno e al piano nobile del palazzo, ed è articolata in tre nuclei: 27 minuti di video interviste a alcune vittime, i momenti forse più intensi dal punto di vista emotivo, dittici fotografici, volti di persone a fianco di spazi o oggetti, e gli scatti che non dimenticheremo mai perché ormai simbolo di questo disastro. "Ammesso che arrivino i ristori la paura è rimasta, d’altra parte al di là della pulizia dei fiumi, tutto è rimasto come prima. E la paura è un aspetto psicologico devastante", ha concluso Bernabini.

Orari di apertura: venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10alle 12 e dalle 17 alle 19 e in occasione di eventi in programma presso Palazzo San Giacomo. Fino al 16 settembre.

Claudia Liverani