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6 mag 2022

Il Tar: "Legittimo revocare la concessione"

Lido di Classe, sentenza sull’ex camping Bisanzio: rigettato il ricorso del gestore a cui venne sottratto l’utilizzo dell’area nel 2017

6 mag 2022
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)
L’ingresso dell’ex camping Bisanzio a Lido di Classe. Da pochi giorni c’è un nuovo gestore (foto d’archivio)

Sul vecchio avviso di gara per il campeggio Bisanzio di Lido di Classe non c’è stato nessun "vizio di invalidità", dato che lo "scioglimento della convenzione è stato legittimo". E ciò ha offerto mano libera all’amministrazione per "cercare la migliore soluzione" per "un’ottimale gestione del bene pubblico". È quanto il Tar di Bologna ha precisato in una sentenza, appena pubblicata, respingendo il ricorso in materia presentato da Cila snc (compagnia immobiliare litorale adriatico) della Panzavolta snc contro i ministeri delle Politiche agricole e della Difesa e contro l’ufficio territoriale per la biodiversità di Punta Marina. Il collegio bolognese, presieduto dal giudice Giancarlo Mozzarelli, oltre a rigettare di conseguenza la richiesta di risarcimento danni ha anche condannato la società ricorrente a pagare 2.000 euro di spese di giustizia. In particolare la snc attraverso gli avvocati Antonio Carullo, Beatrice Belli e Dante Marangoni, aveva chiesto vari annullamenti: del diniego al rinnovo della concessione demaniale in scadenza al 31 dicembre 2017; della nota con cui il 10 marzo 2013 erano stato intimato il ripristino dello stato dei luoghi con la sostituzione delle strutture non conformi; e da ultimo dell’avviso di gara emesso nel 2017 dai carabinieri forestali. Come sintetizzato dal Tar, la società aveva sottoscritto la concessione del terreno (in totale 20mila e 740 metri quadri) il 17 novembre del 2008 per adibirlo a campeggio turistico, il Bisanzio appunto. La concessione, della durata di nove anni, era scattata il primo gennaio 2009 con possibilità di rinnovo a richiesta del gestore entro sei mesi dalla scadenza. Secondo la snc, in quel momento erano già presenti talune attrezzature che sarebbero poi diventate oggetto di controversia. Punto di svolta il 22 maggio 2015, quando era stato contestato un illecito legato a diverse attrezzature considerate appunto "non in regola e prive di autorizzazione ambientale". Uguale a ordine ...

© Riproduzione riservata

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