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11 mag 2022

Il ventennale del Museo Zauli Sei mesi dedicati al ceramista

Tanti eventi per le celebrazioni che renderanno omaggio allo scultore scomparso 20 anni fa. Ci sarà anche un parco culturale che abbraccerà le argille azzurre e i calanchi, l’arte che sposa la natura

Una visita guidata lunga venti ore, un monumento ispirato alla spugna barile, un parco culturale che abbracci le argille azzurre e i calanchi: sono alcuni dei capitoli delle celebrazioni lunghe sei mesi con cui la città sta per omaggiare Carlo Zauli, scomparso proprio vent’anni fa, pochi mesi prima che aprisse al pubblico il museo che gli è dedicato, nel suo storico atelier. Ceramista plurivincitore del Premio Faenza, scultore, designer premiato da Domus, primo presidente dell’Isia (che gli intitolerà a settembre i suoi laboratori), fondatore delle ceramiche La Faenza: una vita sola non è bastata a Carlo Zauli, che da vent’anni continua a vivere nel museo curato dai figli Matteo, Monica e Laura in via della Croce, "in un esperimento che poche volte viene coronato da successo", evidenzia il sindaco Massimo Isola, "e cioè quello di tenere in vita l’opera di un artista attraverso un suo museo, e di farlo evitando che vi si posi la polvere del tempo".

Attraverso queste sale avrà luogo la visita guidata in programma tra venerdì 17 e sabato 18 giugno: venti ore nella vita di Carlo Zauli, dalla prima vittoria al Premio Faenza, cui partecipò su consiglio di Biancini, fino ai progetti più avventurosi degli ultimi decenni. C’è un progetto che Carlo Zauli non riuscì del tutto a plasmare, quello cioè di portare la ceramica là dove nasce l’argilla, nei calanchi che già Leonardo da Vinci, nel corso del viaggio in Romagna che compì fra l’agosto e il settembre del 1502, definì "terra da far boccali".

Saranno quei calanchi, in un territorio oggi parte dei comuni di Faenza, Brisighella, Riolo Terme e Castel Bolognese, i protagonisti del ’Parco culturale delle Argille azzurre e dei Calanchi della Romagna faentina’, che aprirà i battenti con il Festival dei Calanchi in calendario dall’8 al 18 settembre, con mostre, trekking culturali, performance e laboratori, tutti progettati nello scenario naturale composto di "terrazze panoramiche, scorci mozzafiato, affioramenti di argilla, fonti di acqua termale, vigne e coltivazioni pregiate", evidenzia Matteo Zauli.

"Un’area che è alla base dell’intera storia della ceramica di tutto il nostro territorio, e che fu d’ispirazione per molti artisti, ed in particolare per Carlo Zauli, che a queste terre dedicò tanta parte del suo lavoro". Altre mostre focalizzate sulla figura di Carlo Zauli saranno ospitate nello spazio Alchemilla di palazzo Vizzani a Bologna (opening il 23 settembre), alla Galleria Nilufar di Milano, dove è in programma una antologica fra novembre e dicembre, mentre al Mic è in programma una visita guidata, il 9 giugno alle 18.40, alle opere dell’artista ospitate nelle varie sale e nei depositi.

Filippo Donati

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