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14 apr 2022

"Impianti devastati dai picchi"

L’agricoltore lughese Andrea Gavanelli lancia l’allarme: "Bucano con il becco i tubi per l’irrigazione"

Come se non bastassero i problemi legati alla siccità, alle gelate tardive e agli elevati costi di produzione, diversi agricoltori della nostra provincia sono costretti a fare i conti con i danni provocati da alcune specie di volatili, in particolare gazze, ghiandaie e picchi. Ed è proprio alla luce dei danni provocati da quest’ultimo volatile, che un imprenditore agricolo residente in via Chiese Catene, alle porte della frazione lughese di San Lorenzo, ha contattato la nostra redazione. Stiamo parlando di Andrea Gavanelli, 46enne che tra frutteti (peschi e peri) e vigneti, possiede una settantina di ettari di terreno. "In sostanza i picchi – spiega – stanno arrecando danni ingenti per il fatto che prendono sistematicamente di mira gli impianti di irrigazione, bucando a ‘colpi di becco’ i tubicini in pvc e provocando la conseguente fuoriuscita di acqua. C’è da dire che lo stesso scenario si è presentato anche negli ultimi anni, ma quest’anno è davvero un disastro. Un problema che riguarda non solo la mia azienda, ma con cui sono alle prese anche diversi altri miei colleghi che risiedono in zona".

In effetti è bastato un nostro rapido riscontro per scoprire che a lamentare la stessa problematica sono pure agricoltori i cui terreni sono situati nelle vicine località di Voltana, Villa Pianta, Chiesanuova di Voltana e Belricetto. Stando alle loro parole, il picchio, ‘sentendo’ lo scorrere dell’acqua e ritenendo che all’interno possano esserci insetti di cui va ghiotto, ‘martella’ i tubi d’irrigazione fino a provocare dei forellini. "Nel mio caso – osserva Gavanelli – questi volatili hanno provocato piccoli buchi non solo sulle tubature dello spessore di un millimetro, ma anche in quelle più grosse, del diametro di 40-60 millimetri, il cui spessore è di circa 3 millimetri. Senza dimenticare, anche se in questo caso l’agricoltura non c’entra, i fori che provocano negli scuroni e nelle tapparelle". Per far fronte al problema Gavanelli spiega che, "dopo aver tagliato una porzione di gomma in prossimità dei forellini, inserisco le giunte. Un’alternativa consiste nell’inserire dei tappini nei piccoli fori provocati dal picchio, anche se ho constatato che non è efficace perché spesso questi tappini non resistono alla pressione dell’acqua e si sfilano. Motivo per cui inserisco dei raccordi il cui costo oscilla dai 50 agli 80 centesimi l’uno".

"Considerando – continua l’imprenditore agricolo – che tra il podere che possiedo qui a San Lorenzo e un altro che è situato a Belricetto, i picchi ad occhio e croce hanno provocato un migliaio di forellini, il conto è presto fatto, nel senso che il danno complessivo ammonta a centinaia di euro. Senza dimenticare il tempo che si impiega per effettuare le riparazioni". "Premesso che amo la natura e gli animali – conclude Andrea –, e pur consapevole che la legge vieta l’abbattimento di alcune specie di volatili, chiederei di valutare, da parte degli organi preposti, la possibilità di dar vita a un’attività di prevenzione attraverso battute di caccia regolamentate, del tipo di quelle che a inizio campagna si fanno ad esempio, nel caso delle ciliegie, per le ghiandaie, le gazze e i passeri".

Luigi Scardovi

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