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14 mag 2022

Imu sulle piattaforme marine: in arrivo 7,5 milioni per il Comune di Ravenna

Sono 2,5 milioni all’anno. Nel decreto con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze individua i territori cui spetta questa imposta c’è anche Ravenna. E le nostre trivelle soggette al tributo sono 28

Una delle tante piattaforme al largo dell’Adriatico. Questa tassa si chiamerà Impi, ovvero imposta immobiliare sulle piattaforme marine
Una delle tante piattaforme al largo dell’Adriatico

Ravenna, 14 maggio 2022 - Il Comune di Ravenna ha iscritto a bilancio 7,5 milioni di euro di entrate derivanti dall’incasso dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine. Si tratta di 2,5 milioni per gli anni 2020, 2021 e 2022. Il 10 maggio è stato, infatti, pubblicato il decreto con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze, individua i Comuni a cui spetta l’imposta immobiliare sulle piattaforme marine. Tra questi figura anche Ravenna. "Il provvedimento, fortemente voluto dal M5S, - commenta il senatore Marco Croatti - è stato firmato dal ministro il 28 aprile di concerto con Mite (ministero dell’Interno e ministero della Difesa, ndr ) e richiama il decreto fiscale con cui è stata appunto prevista l’istituzione di un’apposita imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) in sostituzione di qualsiasi altro prelievo locale".

A Ravenna sono 28 le piattaforme soggette a questa nuova imposta. Nel testo pubblicato viene specificato che per piattaforma marina si intende "la piattaforma con struttura emersa destinata alla coltivazione di idrocarburi e sita entro i limiti del mare territoriale". In una nota metodologica allegata vengono poi precisati i criteri utilizzati per l’individuazione degli enti locali a cui spetterà il gettito, inclusi quelli in cui si trovano "terminali di rigassificazione di gas naturale". L’articolo 2 del decreto del Mef elenca i Comuni beneficiari (con le relative piattaforme): con Ravenna ci sono Casalbordino, Torino di Sangro e Vasto in provincia di Chieti; Giulianova, Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi in provincia di Teramo; Crotone; Cesenatico e Gatteo in provincia di Forlì-Cesena; Bellaria e Rimini; Cupra Marittima in provincia di Ascoli; Pedaso, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo; Civitanova Marche (Macerata); Pesaro e Petacciato in provincia di Campobasso; Butera e Gela in provincia di Caltanissetta; Chioggia (Venezia) e Scicli (Ragusa).

Gli articoli successivi invece dettano le modalità di attribuzione dell’imposta. Relativamente agli anni 2020 e 2021, le aziende che hanno già versato il tributo devono trasmettere al Mef entro 30 giorni la base imponibile e la cifra pagata per ciascuna infrastruttura. Cifra che è stata raccolta dal ministero dell’Interno.

In seguito, entro altri 30 giorni, sarà lo stesso dicastero dell’Economia a comunicare ai singoli Comuni quanto incasseranno. A decorrere dal 2022 invece il versamento avverrà direttamente allo Stato e agli Enti locali interessati tramite modello F24.

 

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