Il proprietario mostra la vettura danneggiata (foto Zani)
Il proprietario mostra la vettura danneggiata (foto Zani)

Ravenna, 12 maggio 2018 - Mercoledì mattina, all’alba. Massimo Casadei percorre l’Adriatica diretto da Cervia, dove abita, verso Ravenna. Con lui, sull’utilitaria, viaggia il figlio. All’altezza di Fosso Ghiaia fa appena in tempo ad intravedere la sagoma di un grosso daino che attraversa la strada, diretto dalla campagna verso la pineta. L’animale centra la parte anteriore sinistra della vettura, una Peugeot, distruggendola.

I daini, che hanno occupato pagine di giornali per alcuni anni, sono tornati a provocare incidenti. Probabilmente nella Pineta di Classe sono tornati anche ad aumentare di numero, mentre hanno occupato aree nuove. Prima la zona di Mirabilandia, poi si sono estesi alle campagne attorno.

E il daino, che ha fatto correre il rischio a Casadei e al figlio, proveniva proprio dai campi che sorgono dietro l’abitato di Fosso Ghiaia. «Andavo piano – spiega Casadei, autotrasportatore in pensione – e c’era anche una fila a tratti perchè di primo mattino ci sono parecchi camion sulla statale. Ho intravisto l’animale, poi la botta. Per un po’ ho proseguito la marcia nonostante il danno subito, poi appena la strada mi ha permesso di fermarmi, sono sceso per vedere cosa era accaduto».

Casadei ha trovato la parte anteriore della Peugeot massacrata. Sulla fiancata anche le tracce delle ferite riportate dal grosso animale: sangue e un po’ di pelo. «Non ho visto dove sia corso via il daino – aggiunge lo sventurato automobilista – l’impatto è stato forte».

La carrozzeria ha presentato un preventivo per riparare l’auto di oltre 4mila euro. Casadei si è rivolto all’avvocato Roberto Fabbri per far valere le sue ragioni. Il legale ha scritto alla Provincia e alla Regione chiedendo il risarcimento dei danni. «Appare infatti incredibile – scrive Fabbri – che a tutt’oggi, nonostante le ben note polemiche, l’amministrazione competente non abbia provveduto a ridurre con mezzi efficienti il transito improvviso di questi animali di notevole mole sulla statale 16, nonchè limitando il loro numero spropositato, con gravissimo pericolo per gli utenti di detta statale. E’ intuibile che oggi solo per pura miracolosa sorte, non si sono avute ben più gravi conseguenze per tutti coloro che purtroppo hanno subito gli investimenti di questi grossi e non autoctoni cervidi».

l.t.