Incidente mortale Milano Marittima, i parenti raccolgono fondi. "Finanziamo un guard rail"
Incidente mortale Milano Marittima, i parenti raccolgono fondi. "Finanziamo un guard rail"

Milano Marittima (Ravenna), 18 gennaio 2020 - Non fiori, ma un intervento per la collettività: un guard rail, "perché lì non è morto solo mio figlio, su quella strada sono morti in tanti, e una tragedia così non deve capitare più". Le parole di Pietro Forte, padre di Lorenzo, raccontano l’ultimo regalo del giovane alla sua comunità: una raccolta fondi da regalare al Comune, in occasione del funerale, per evitare che ad altri possa accadere ciò che è successo a lui martedì scorso.

Il ragazzo, 17 anni, è infatti la giovanissima vittima dell’incidente stradale avvenuto in viale Nullo Baldini: a bordo di una minicar è finito nello scolo Cupa ed è morto annegato nell’auto ribaltata. Negli ultimi giorni la famiglia si è riunita: dal Cilento sono arrivati zii e cugini, parenti del padre. E ieri mattina con loro c’era anche la madre, Roberta Daltri, assieme ai figli Igor e Manuel Valentini. "Stamattina (ieri per chi legge, ndr ) abbiamo aperto un conto per raccogliere fondi per questa causa – spiega Igor Valentini –. Li doneremo al Comune di Cervia perché vengano utilizzati per mettere il guard rail in quel punto, e per nient’altro. Chi vuole può dare a noi personalmente una quota, oppure contribuire con un bonifico in una filiale Bper".

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Negli ultimi giorni i parenti hanno pensato e ripensato a quel tratto d’asfalto. "Quella è una strada brutta – dicono –. Andando verso Milano Marittima, dopo l’ultimo albero del viale alberato, inizia il guard rail. E inspiegabilmente, poco prima di entrare nella località, si interrompe". Fino alla rotonda ci sono circa un centinaio di metri senza guard rail: è il tratto maledetto in cui Lorenzo Forte è finito nello scolo Cupa. "Non si capisce perché il guard rail si interrompa – prosegue il fratello di Lorenzo Forte –. E noi non vogliamo fermarci lì, ma vogliamo che costeggi tutto il canale fino all’incrocio con viale Matteotti". "È una battaglia che speriamo possa essere uno spunto per altri in giro per l’Italia – aggiunge il padre – e che qualcuno, un giorno, possa salvarsi grazie a Lorenzo". Genitori, fratelli e cugini del giovane sono del resto convinti che un guard rail avrebbe cambiato tutto: "La minicar aveva i fermi – dice la madre –. Al massimo arrivava ai 50 chilometri orari. Se avesse trovato un guard rail tra la strada e lo scolo Cupa si sarebbe fermata, e mio figlio si sarebbe salvato".

Nato il 19 agosto del 2002, Lorenzo Forte frequentava la Scuola alberghiera e di ristorazione di Cesenatico. Stava tornando a casa, a Savio di Cervia, dopo le ore di stage al ristorante Touring di Milano Marittima. "È nato con la passione per la cucina nel sangue – racconta la madre –. Quando aveva 8 anni io cucinavo e lui mi criticava e dava suggerimenti: ‘Mettici questo’, mi diceva. E aveva sempre ragione". "Era come un fratello – racconta la cugina Assunta Forte –. D’estate stavamo sempre insieme, e il tempo volava".
Le donazioni, con causale ‘In memoria di Forte Lorenzo’, vanno fatte all’iban IT47E0538713107000003175110.