Caso influenza aviaria nel lughese: il rischio per la popolazione è pressochè nullo
Caso influenza aviaria nel lughese: il rischio per la popolazione è pressochè nullo

Lugo (Ravenna), 27 gennaio 2021 - Alla luce del caso di influenza aviaria registratosi in un allevamento familiare situato nel lughese (ad essere risultate positive al virus sono state due gru), “il rischio di infezione per la popolazione è pressochè nullo”. A renderlo noto, in una nota diffusa nella giornata odierna (mercoledì), è l’amministrazione comunale di Lugo, la quale spiega inoltre che tutte le misure cautelari sono state prese e che la situazione è sotto costante monitoraggio.

La conferma di positività da parte del Centro nazionale di referenza per l’influenza aviaria è pervenuta sabato sera, 23 gennaio, e nella giornata successiva sono stati abbattuti i 12 capi presenti nell’allevamento interessato, costituenti l’intero effettivo. Dall’indagine epidemiologica è emersa la correlazione con un allevamento del territorio. Il Servizio veterinario ha richiesto il provvedimento a carico del titolare dell’allevamento, successivamente la Regione ha adottato il provvedimento di restrizione che interessa tutti gli allevamenti presenti nel raggio di 10 km dal focolaio, ovvero 33 aziende.

Di queste, 10 al momento sono vuote. Non appena ricevuto l’elenco degli allevamenti coinvolti, il 25 gennaio, il Servizio veterinario ha informato via email i titolari delle aziende, e il giorno successivo ha diffuso le modalità per richiedere la deroga agli spostamenti di animali e uova dalla zona di restrizione. Le misure che cittadini e imprese devono adottare sono quelle previste nell’ordinanza regionale: sostanzialmente il divieto di movimentazione di avicoli e loro prodotti (salvo deroghe), rispetto delle misure di biosicurezza da parte degli allevatori, accurata disinfezione dei mezzi e delle attrezzature.

È prevista inoltre l’intensificazione della sorveglianza veterinaria. Le due gru, al momento, rimangono gli unici animali infetti, poiché i campioni fatti sugli 11 polli dell’allevamento rurale (abbattuti) e quelli presso l’azienda correlata epidemiologicamente al focolaio, hanno dato esito negativo.

Il territorio della Bassa Romagna non è nuovo ad abbattimenti di capi in seguito all’isolamento di virus influenzali. Nell’estate 2014, ad esempio, in un allevamento di svezzamento situato in un Comune della Bassa Romagna furono abbattuti, a scopo precauzionale, un migliaio di di capi, nella fattispecie diverse topologie di volatili. A rendere necessario il provvedimento fu l’isolamento di un virus influenzale H7N1, a conclusione di un campionamento (nell’ambito del piano di monitoraggio regionale per influenza aviare) effettuato dal Servizio Veterinario del Dipartimento di Sanità Pubblica di Ravenna dell’Azienda Usl della Romagna.

L’anno precedente (2013), in quel caso in due allevamenti situati nel lughese, furono soppressi circa 107mila volatili, tra pollastre e galline ovaiole. Allevamenti risultati collegati funzionalmente ad un terzo allevamento con nel Ferrarese nel quale si era registrato un focolaio infettivo di aviaria. Alcuni giorni dopo furono abbattuti, in questo caso in quattro allevamenti (tre situati a Massa Lombarda e uno a Bagnara di Romagna), circa 90mila volatili, tra polli e faraone. Si trattò anche in quel caso di misure cautelari, effettuate in assenza di malattia e riguardanti animali sani presenti nelle quattro aziende situate nella cosiddetta zona di protezione. Soppressioni che rientrarono nell’ambito delle azioni di depopolamento proposte dalla Regione Emilia Romagna e approvate dal Ministero della Salute.